Conflitto russo-ucraino
L’ANPI & C. contro il partigiano Yuri
Sento di dover ringraziare Rifondazione Comunista e l'ANPI di Rimini, perché, insieme a potere al popolo ed altre sigle nostalgiche hanno fatto un grande lavoro di divulgazione per gli eventi con Yuri Previtali, (il foreign fighter italiano che combatte tra le fila dell'esercito ucraino n.d.r.) Ma



Sento di dover ringraziare Rifondazione Comunista e l’ANPI di Rimini, perché, insieme a potere al popolo ed altre sigle nostalgiche hanno fatto un grande lavoro di divulgazione per gli eventi con Yuri Previtali, (il foreign fighter italiano che combatte tra le fila dell’esercito ucraino n.d.r.) Ma li ringrazio anche per aver finalmente reso pubblica la natura fascista del loro millantato antifascismo.
Basta leggere questo articolo per vedere come i racconti di questo ragazzone italiano alto due metri, ex camionista di Bergamo – che ho avuto la fortuna di conoscere a Kyiv – che ha deciso di rischiare la vita andando in prima linea, scendendo nel fango e nella polvere delle trincee, dove ha visto compagni morire, pur di difendere il diritto di un popolo ad esistere, vengano spacciati come un’iniziativa “di chiara matrice guerrafondaia e fascistoide”.

Perché nel pensiero perverso di questi tromboni antistorici, è guerrafondaio chi sta dalla parte del popolo invaso anziché chi ha costretto gente comune ad imbracciare le armi e cioè l’invasore russo. Così come fascista non è chi da fascista si comporta, occupando territori altrui, ammazzando civili, organizzando pulizie etniche, rapendo, stuprando e torturando, bensì chiunque si opponga al paese in cui si stanno tirando di nuovo a lucido falce e martello e ricompaiono le effigi di Stalin.
Ciò che delude – ma non sorprende – è che tra i divulgatori di contro-verità ancora una volta si trovi l’ANPI, molte delle cui sezioni hanno collaborato in questi anni alla proiezione di documentari di propaganda russa, prodotti da canali sanzionati dall’UE per diffondere menzogne in favore di uno Stato dichiarato sponsor del terrorismo. Il tutto con la disinvoltura di chi non coglie il paradosso di dover custodire i valori della resistenza italiana, ma vuole zittire quella ucraina, di chi si intesta la lotta contro il fascismo, ma poi supporta apertamente una dittatura criminale e liberticida che ha scatenato una guerra di conquista e sottomissione.
D’altra parte il fallimento morale di pezzi significativi di questa associazione lo si capisce dalla definizione “guerra civile” attribuita all’opera di destabilizzazione ed invasione orchestrata dalla Russia ormai 11 anni fa nel Donbass, una posizione condivisa, oltre che con Marco Travaglio, anche con una manciata di ridenti democrazie del calibro di Cuba, Venezuela, Bielorussia e Corea del Nord, mentre la Corte Penale Internazionale l’ha riconosciuta come parte dell’aggressione russa del 2022.
Un’aggressione verso la quale l’ANPI, fino ai suoi massimi rappresentanti, ha manifestato sempre una straordinaria ambiguità, dimostrando chiaramente di voler semmai asservire dei valori che dovrebbero essere patrimonio comune ad una ideologia oppressiva e antidemocratica. Ma anche di voler usare l’inestimabile eredità di chi ha sacrificato la propria vita per difendere le libertà e combattere contro le dittature di ieri, pur di lusingare quelle di oggi. Piaccia o no a questi millantatori, Yuri è un partigiano.
Lui è il simbolo della lotta contro il totalitarismo e l’oppressione. È l’eroe che dovrebbero loro per primi ascoltare ammirati, perché incarna i valori dei quali si riempiono la bocca senza avere idea di cosa sia una guerra, e che invece, da vili impostori della resistenza, vogliono silenziare. È il fascismo dei nostri tempi. Quello che antepone le ideologie alle idee. Che ignora ogni crimine, ogni violenza, ogni assassinio, tortura o violazione delle libertà, purché vengano commessi con il pugno sinistro alzato. È il fascismo degli antifascisti.
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Avrà i suoi buoni motivi, ma la persona in questione è un mercenario, pagato profumatamente. Quindi i toni lirici sono fuori luogo da entrambe le parti.
E’una grandissima persona ,riscatta un po noi italiani sempre a fare figure barbine CAPRE CAPRE
Sono degli idioti ,e si dovrebbero solo vergognare..
Un amico, partigiano combattente e galantuomo, definisce i fascisti dell’ANPI “nostalgici stalinisti”