\n\n\n\n\n\n

Lettera aperta alle amiche e agli amici di InOltre

Israele

Lettera aperta alle amiche e agli amici di InOltre

Care amiche e amici di InOltre, l'esercito israeliano ha annunciato una "pausa umanitaria" in tre aree di Gaza. Tutti i giorni, per un periodo di tempo indeterminato, l'Idf fermerà i suoi attacchi sulle tendopoli per sfollati di al-Mawasi, Deir al-Balah e Gaza City. Decine di convogli

Michele Magno28/07/2025Aggiornato 27/07/20253 min lettura543 parole

Care amiche e amici di InOltre, l’esercito israeliano ha annunciato una “pausa umanitaria” in tre aree di Gaza. Tutti i giorni, per un periodo di tempo indeterminato, l’Idf fermerà i suoi attacchi sulle tendopoli per sfollati di al-Mawasi, Deir al-Balah e Gaza City. Decine di convogli umanitari entreranno nella Striscia, con il coordinamento delle Nazioni Unite e delle organizzazioni internazionali. Cibo, medicine, carburante.

Israele, inoltre, ha annunciato che ripristinerà l’elettricità per l’impianto di desalinizzazione nel sud di Gaza, che può garantire acqua pulita a circa un milione di palestinesi. Secondo il governo di Gerusalemme l’operazione ha l’obiettivo di migliorare la risposta umanitaria a Gaza e di confutare tesi che stia affamando deliberatamente la popolazione.

Si tratta di una svolta importante, ma riuscirà a confutare quella tesi? Chi scrive lo spera con tutto il cuore ma teme che non sarà sufficiente. Gli ultimi mesi hanno scavato un solco profondo tra lo stato ebraico, la stampa e l’opinione pubblica internazionale, i governi europei. A poco serve ricordare una verità incontestabile, e cioè che Hamas usa scuole, ospedali e abitazioni come scudi umani. A poco serve ricordare che era necessario sottrargli il monopolio della distribuzione degli aiuti umanitari (con la copertura dell’Unrwa), base materiale del suo potere.

Diciamoci le cose come stanno: Israele sta vincendo la guerra sul campo di battaglia, ma sta perdendo la guerra dell’informazione. Una sconfitta addebitabile solo al revival di un antisemitismo planetario? Può darsi. Come può anche darsi, però, che impedire la presenza nella Striscia di testate e reti televisive occidentali, a mio avviso un clamoroso errore, abbia avuto il suo peso.

Care amiche e amici di InOltre, nel suo anno e passa di vita questo blog si è distinto per la difesa intransigente dell’unica democrazia del Medio Oriente, delle ragioni di Israele e del suo diritto a esistere, e quindi del suo diritto a combattere chi vuole cancellarlo dalla cartina geografica. Lo ha fatto con quel pluralismo di idee e posizioni che è sempre il valore distintivo di una comunità di teste pensanti.

C’è tuttavia tra noi chi indulge a definire “compagni che sbagliano”, per usare una sfortunata espessione della sinistra d’antan, quelli che si permettono di sollevare dubbi -talora forti- sulla condotta di Benjamin Netanyahu e che si interrogano sulla sua strategia (se ne ha una) di medio-lungo termine. Probabilmente memori del vecchio detto “Primum vivere, deinde philosophari”, le considerano domande fuori tempo e fuori luogo. Chi scrive non la pensa così, perché il futuro è sempre figlio del presente, e segnalare ciò che non va nel presente è un atto d’amore, non un tradimento di Israele.

Vi voglio bene.


Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.


InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice Iban: IT55A0306909606100000404908

Supporto editoriale

Sostieni questo progetto editoriale

Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico oppure scegliendo una delle opzioni di donazione disponibili. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice IBAN: IT55A0306909606100000404908

PayPalOffrici un caffèDona con Satispay

11 pensieri su “Lettera aperta alle amiche e agli amici di InOltre

  1. blogdibarbara dice:

    Tregua umanitaria: questo, esattamente questo è il motivo per cui Israele non vincerà mai la guerra e, di conseguenza, la guerra non finirà mai, e continuerà lo stillicidio di morti da una parte come dall’altra. Se Israele avesse combattuto come da che mondo è mondo si combattono le guerre – con l’effetto sorpresa, tanto per cominciare, e non col concedere tutto il tempo necessario perché i civili (i cosiddetti civili, quelli che hanno allegramente partecipato ai massacri, donne e bambini compresi, che hanno selvaggiamente festeggiato in strada la felice riuscita della mattanza, sputato sui cadaveri disarticolati eccetera) si spostassero dalle previste aree di combattimento, e poi telefonate e volantini e roof-knocking perché si mettessero in salvo, e con loro i terroristi, e fornire viveri e medicine e corrente e acqua e carburante e tutto il resto – la guerra sarebbe finita in un paio di settimane. Sarebbero stati condannati, esecrati, detestati? Perché, combattendo con un braccio legato dietro la schiena che cosa hanno ottenuto? Più sfamano un nemico che li vuole annientare e più il mondo intero li chiama assassini, terroristi, genocidi e bolla da “propaganda sionista” ogni verità documentata e si beve come acqua di fonte montagne di balle talmente grossolane, talmente assurde, talmente mal confezionate che giureresti che neanche un cieco ritardato ubriaco se le possa bere e ciononostante se le bevono. Il medico pietoso fa la piaga purulenta, e la sua pietà non gli guadagna la riconoscenza né del paziente, né dei suoi amici. Il giorno che Israele arriverà a capirlo sarà sempre troppo tardi.

  2. Mauro Venier dice:

    E come sempre InOltre si piega alla propaganda e alle menzogne di Tel Aviv. Come tutti i cosiddetti liberali italiani (qui in Germania no, ci si piegano tutti, non solo i liberali).

  3. Gino Saccioni dice:

    Mi sento molto molto sollevato nel leggere parole che esprimono perfettamente i miei stessi pensieri. Ho tentato anche io, umilmente, di far riflettere alcune “penne” di questo blog, prendendo a pretesto l’articolo di un premio Pulitzer ebreo sul NYT, che diceva più o meno le stesse cose. Senza successo, finora.

  4. Andrea dice:

    È ragionevole e stimola a riflettere, come sempre, quello che lei scrive.
    Ma io non riesco a convincermi che sarebbe davvero cambiato qualcosa dí sostanziale qualora Israele avesse adottato in parte un’altra strategia, sia mediatica che a livello di operazioni sul campo (magari comportando queste ultime, per Israele, più rischi e prezzi più alti da pagare)
    Io sto vedendo, in questa guerra mediatica, qualcosa di inedito, almeno a mia memoria (purtroppo ormai di non breve termine, data l’età)
    La manipolazione di informazioni e notizie e la proganda ci sono ovviamente sempre state, durante le guerre e non solo.
    Così come il pregiudizio verso Israele.
    Ma la forza travolgente e l’invasività che ha oggi la fabbrica di falsità e la mancanza di qualsiasi pudore nel propinare queste falsità …io non ricordo niente di simile.
    I social, il giornalismo professionale che ha in gran parte abdicato al suo ruolo, politici invertebrati: è una combinazione micidiale e drammatica.
    Secondo me è molto plausibile ipotizzare, per esempio, che se Israele avesse fatto entrare la stampa occidentale, dopo poco avrebbero iniziato a circolare due possibili accuse :
    – se non avesse permesso di andare sui luoghi di combattimento, ad alto rischio: Israele non vuole che i giornalisti vedano la verità dei fatti
    – se lo avesse permesso e qualche giornalista occidentale fosse stato ucciso: sono stati uccisi da Israele perché avevano visto troppo.
    In un’altra epoca avrei considerato queste mie ipotesi campate in aria
    Oggi no, perché mi pare non ci siano più limiti alla spregiudicatezza con cui si costruiscono e vengono rilanciate, con grande successo, balle che offendono la ragionevolezza e il buon senso.
    Ora inizieranno queste pause umanitarie.
    Bene, ma vedremo quanto passerà prima che Hamas entri in azione per boicottarle, i media occidentali inizino a fare da megafono alla versione dei fatti di Hamas e i nostri politici affamati di voti e senza palle ci vadano dietro.
    Magari mi sono fatto prendere troppo dallo sconforto
    Ma ora non riesco a convincermi che Israele poteva e possa fare qualcosa di molto diverso da quello che ha fatto e dall’aspettare che la realtà, con la sua testa dura, bussi alla porta.
    Come fa quasi sempre, anche se quasi sempre troppo tardi, purtroppo.

  5. Enrico Marani dice:

    Grazie per questa lettera Michele, semplicemente per averla scritta.

    L’idea di rivolgerla ad amici, apre all’amicizia come concetto, è c’è chi è amico di inoltre e chi potenzialmente può diventarlo, come nel mondo reale a fronte di amicizie vecchie ne arrivano di nuove. Partire da qui è già un gesto che ha in sé bellezza.

    Nel merito da mesi sostengo che la infowar sia stata clamorosamente persa da Israele e non ripagata da una netta, risolutiva e indiscutibile vittoria militare. Parte degli ostaggi sono ancora prigionieri, ayatollah sono al potere, Hezbollah e Hamas colpite duramente ma non cancellate. Da mesi siamo nella melma quotidiana e 893 soldati israeliani sono morti e lo stesso dicasi per troppi civili Palestinesi ora in condizioni di vita non sostenibili.

    Tutto questo è un veleno quotidiano in parte responsabile (ci sono anche altre ragioni) dell’esplosione di antisemitismo a cui assistiamo ed è soprattutto uno strumento di cui si servono autocrati come Putin per portare avanti i loro disegni imperiali purtroppo solo all’inizio con la guerra di aggressione dell’Ucraina, alimentando fronti molteplici e attaccando per via mediatica l’Europa. Praticamente in ogni Stato occidentale ci sono infatti parti politiche che accusano i governi in carica di “complicità” con Israele e di “due pesi e due misure” tra Gaza e Ucraina: non è un caso.

    La tua lettera è un passo sensato di chi sente come indiscutibile il diritto all’esistenza e alla sicurezza di Israele, ma si pone delle domande per me lecitissime su attuale condotta del governo Netanyahu.

    Permettimi un pubblico abbraccio per questo tuo passo in cui non vedo solo un moto della ragione, ma anche un moto del cuore.

    Grazie ancora.

  6. Maria Nadia dice:

    Ti vogliamo bene anche noi, pur se mi è difficile ammettere che hai ragione.
    Netanyahu è la risposta sbagliata al problema palestinese. Ma se, come dici, il presente è figlio del passato, è una risposta inevitabile a 80 anni di guerra araba per annientare Israele. Gli Ebrei, pur con le posizioni indifendibili dei coloni, degli ultraortodossi e di Netanyahu, non vogliono è non devono più lasciarsi massacrare.
    Purtroppo però si ritorce contro di loro.
    Un abbraccio.

  7. Rossana Livolsi dice:

    Condivido Magni, la sua sensibilità e le sue preoccupazioni. Sappiamo tutto, ma è difficile liberarsi da questa oscura cappa di condanna per le stragi, le violenze, la carestia. Una narrazione emotiva – e manipolata- che ignora il 7 ottobre, ignora gli ostaggi, ignora le decine di migliaia di missili scagliati contro gli israeliani. Però ha ragione lui

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *