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Majakovsk: la situazione del fronte russo-ucraino dal 25 maggio all’8 giugno

Conflitto russo-ucraino

Majakovsk: la situazione del fronte russo-ucraino dal 25 maggio all’8 giugno

Ciao, o voi inoltràti! Majakovsk non ha bisogno di presentazioni: è un nostro concittadino che è noto nella comunità Osint per la serietà con cui elabora giorno dopo giorno una mappa affidabile del controllo del territorio nella guerra russo-ucraina. Affidabile è la parola chiave, perché il

InOltre09/06/2024Aggiornato 23/06/202410 min lettura2.031 parole

Ciao, o voi inoltràti!

Majakovsk non ha bisogno di presentazioni: è un nostro concittadino che è noto nella comunità Osint per la serietà con cui elabora giorno dopo giorno una mappa affidabile del controllo del territorio nella guerra russo-ucraina.

Affidabile è la parola chiave, perché il suo lavoro è soprattutto scientifico. Tramite foto, filmati e geolocalizzazioni riesce a fornire al pubblico che lo segue un’idea precisa degli scontri. L’antidoto indispensabile contro la propaganda e le manipolazioni.

Da oggi, le sue pubblicazioni – che vengono inizialmente pubblicate sul suo Substack – verranno puntualmente pubblicate anche qui su InOltre per cercare di raggiungere più persone possibili. Si tratta sia di fotografie del momento che sta attraversando il fronte, sia di analisi delle evoluzioni e delle rispettive avanzate. 

Buona lettura!
Camillo

Considerazioni generali

Analizzando le ultime settimane e iniziando a pensare all’offensiva estiva russa, mi sembra di poter dire che quest’ultima sia già iniziata nelle ultime settimane.

La pressione sui vari fronti e gli attacchi con grande dispendio di mezzi corazzati si vanno intensificando. A dispetto delle enormi perdite, favorite anche dagli aiuti occidentali, arrivati all’ultimo momento (ma forse nel momento giusto), i russi hanno iniziato a intensificare la pressione su praticamente tutti i fronti.

Vedendo come si sono mossi i russi negli ultimi due anni, non considero l’offensiva russa in un senso classico, ma come una serie di offensive distribuite lungo tutti i punti caldi del fronte, tese a rosicchiare più terreno possibile.

Spiace per gli amanti delle tenaglie, dei freccioni e dei breakthrough, ma questa rimane e rimarrà una guerra di logoramento da qui ai prossimi anni, e i successi strategici in certe zone sono determinati da quantità di tempo molto lunghe e da un progressivo rosicchiamento delle posizioni.

Dal canto loro, gli ucraini, rinfrancati dalla maggiore disponibilità di artiglieria, sono passati a una difesa più attiva, con impiego di corazzati per veloci contrattacchi e raid. Cosa che rallenta le truppe russe, ma porta a una maggiore esposizione (e distruzione) dei corazzati ucraini stessi.

A fronte quindi di una crescente pressione russa e di un maggiore contrasto ucraino, l’inerzia rimane in mano russa, senza essere, almeno per ora, decisiva, frenata dalle rinnovate capacità difensive ucraine e dalla nuova possibilità di strike remoti sulle retrovie russe (che nel caso del fronte di Kharkiv si estende in terra russa).

Fronte di Kharkhiv

Circa un mese fa, avevo descritto l’offensiva russa a Kharkhiv come un’operazione limitata, tesa a:

  1. Creare una fascia di sicurezza nella zona sottoposta ad attacchi ucraini (più precisamente dei “dissidenti” della Freedom of Russia Legion)
  2. Stornare risorse dal Donbass

La stessa natura dell’offensiva, composta prevalentemente da fanteria, faceva già capire lo scopo limitato della stessa.

A quasi un mese dall’inizio, mi sento di confermare quanto già detto.

La fanteria russa, con un apporto limitato di blindati (spesso eliminati dai droni prima di entrare in area operativa), non è riuscita ad avanzare nonostante la preponderanza aerea e di artiglieria.

Il nuovo “via libera” americano agli strike oltre confine (limitato a questa zona del fronte) renderà ancora più difficile per i russi sviluppare un’azione organica, considerando le scarse vie di comunicazione di questa zona e la necessità di concentrare le truppe, che sarebbero sotto fuoco ucraino.

Soprattutto a Vovchansk, le difficoltà della fanteria russa, priva di supporto meccanizzato, si sono mostrate con evidenza, confermando il fatto che in una moderna urban warfare la presenza massiccia di forze meccanizzate e blindate sia fondamentale.

Nelle ultime settimane i russi sono sostanzialmente arretrati all’interno della città di Vovchansk, mantenendo il controllo della periferia nord e della zona dell’ospedale, ma subendo i continui contrattacchi ucraini, a dispetto dei bombardamenti che stanno radendo al suolo il villaggio.

Nella zona a est, oltre a non avanzare, le forze russe hanno subito negli ultimi giorni i raid corazzati delle forze ucraine, che non vengono sostanzialmente contrastati dalla fanteria russa, la quale resta quindi sulle linee di circa 2-3 settimane fa.

Fronte di Kupyansk

Come ho detto, considero l’offensiva russa già iniziata, e forse i primi segnali si vedono proprio sul fronte di Kupyansk. I russi stanno cercando di premere in più direzioni, anche con grandi attacchi corazzati. Lo stesso Syrsky ha espresso preoccupazione su questa sezione del fronte, attaccata su più direttrici.

Va detto che anche qui ci troviamo davanti a spazi enormi e che l’obiettivo russo resta ambizioso, ma limitato, cioè creare un’ampia buffer zone che difenda Svatove e che raggiunga idealmente il confine del fiume Zerebets.

In ogni caso, nella zona nord, oltre agli attacchi nella zona di Sinkova (più precisamente a sud di Vilshana), i russi sono riusciti a prendere Ivanivka, che si trova sostanzialmente in una conca, e ora per avanzare devono iniziare a scalare la zona collinare. Gli attacchi degli ultimi giorni hanno portato sì alla conquista del villaggio, ma anche alla perdita di numerosi blindati a nord di quest’ultimo.

Poco più a sud, nelle scorse settimane, i russi sono riusciti a prendere Berestove e ad allargare l’area di controllo intorno a Krokhmalne, a sud di Novoselivske e vicino a Kolomychykha.

Fronte di Svatove e Kreminna

Nulla da segnalare invece da questi due fronti, se non da un punto di vista di combattimenti posizionali. L’offensiva verso Terny e Yampolivka da parte russa è in questo momento in stand-by, da capire se riprenderà più avanti.

Nella foresta di Serebrianka continuano gli scontri, ma senza che ci siano grandi variazioni.

Fronte di Siversk

I russi hanno aumentato il ritmo anche in questo settore, cercando di spingere, come da “tradizione”, sia su Bilohorivka che su Spirne. In entrambi i casi i risultati sono stati pessimi. Negli ultimi giorni si sono registrati anche attacchi nella zona di Verkhokhiamanske, anch’essi con esiti decisamente negativi. Qui, i russi non riescono ad avanzare da molto tempo, nonostante l’impiego di una grande quantità di mezzi e uomini.Una delle battaglie cardine di questo fronte (e degli interi fronti) è quella che i russi stanno combattendo per Chasiv Yar. Dopo settimane di attacchi sterili con grande dispendio di mezzi, i russi sono riusciti a prendere il controllo di parte dell’area industriale oltre il canale.

Quest’area resta, al di là della presenza di grandi edifici, difficilmente difendibile dagli ucraini perché totalmente in low ground e oltre il canale.

L’obiettivo dei russi in questa sezione del fronte resta, come desiderata minimo, raggiungere il canale stesso, per poi tentare il difficile assalto a Chasiv Yar. In questo senso, i punti dove il canale è interrato (a sud di Chasiv Yar e a Kalynivka) restano punti “attenzionati” dagli ucraini, e dove i russi tentano costantemente di infiltrare truppe.

Una volta che i russi raggiungeranno il canale, cosa che ritengo inevitabile nel breve periodo, inizierà la vera battaglia per Chasiv Yar, e sarà una battaglia davvero dura per i russi che dovranno combattere con un forte dislivello altimetrico.Una delle battaglie cardine di questo fronte (e degli interi fronti) è quella che i russi stanno combattendo per Chasiv Yar. Dopo settimane di attacchi sterili con grande dispendio di mezzi, i russi sono riusciti a prendere il controllo di parte dell’area industriale oltre il canale.

Maggior successo hanno invece avuto le azioni nella zona di Razdolivka, Vesele Vrymka, che ha portato ad un avanzata russa lunga la ferrovia ed azioni verso le retrovie di Spirne, con il chiaro intento di cercare di aggirare il dispositivo difensivo ucraino.

Fronte di Bakhmut

Una delle battaglie cardine di questo fronte (e degli interi fronti) è quella che i russi stanno combattendo per Chasiv Yar. Dopo settimane di attacchi sterili con grande dispendio di mezzi, i russi sono riusciti a prendere il controllo di parte dell’area industriale oltre il canale.

Quest’area resta, al di là della presenza di grandi edifici, difficilmente difendibile dagli ucraini perché totalmente in low ground e oltre il canale.

L’obiettivo dei russi in questa sezione del fronte resta, come desiderata minimo, raggiungere il canale stesso, per poi tentare il difficile assalto a Chasiv Yar. In questo senso, i punti dove il canale è interrato (a sud di Chasiv Yar e a Kalynivka) restano punti “attenzionati” dagli ucraini, e dove i russi tentano costantemente di infiltrare truppe.

Una volta che i russi raggiungeranno il canale, cosa che ritengo inevitabile nel breve periodo, inizierà la vera battaglia per Chasiv Yar, e sarà una battaglia davvero dura per i russi che dovranno combattere con un forte dislivello altimetrico.

Più a sud è da segnalare un recupero da parte russa di buona parte del villaggio di Klishivka. Tuttavia, la pressione in questo settore sembra essersi fermata, dato che gli ucraini continuano a controllare le alture sopra il villaggio, che di fatto impediscono un effettivo controllo ed ulteriori avanzate su quest’ultimo.

Fronte di Donetsk

Avevo tratteggiato gli scenari della caduta di Ocheretyne oltre un mese fa; i russi sono stati senz’altro rallentati nei loro piani dagli aiuti occidentali, che hanno tamponato una situazione disastrosa in questo settore del fronte.

Dai movimenti dell’ultimo mese, mi sembra che in questo momento i russi siano concentrati su due direttrici principali:

  1. Verso ovest, per raggiungere la linea principale difensiva ucraina lungo i laghi.
  2. Verso nord di Ocheretyne, con l’obiettivo di provare a tagliare (o quantomeno mettere sotto fire control) la linea di comunicazione tra Provosk e Kostantynivka.

Almeno in questo momento mi sembra sia stata abbandonata l’idea di provare a salire sull’autostrada a est per Kostantynivka per cercare un aggiramento delle linee di Niu York e Torske, cosa che potrebbe non essere esclusa in fasi successive.

Data l’attuale velocità e l’attrito ucraino, l’obiettivo più probabile è il primo, e probabilmente anche il più fisiologico.

Grandi scontri ci sono nel villaggio di Sokil, mentre nella zona di Natailove i russi si apprestano ad assaltare Karlivka, ultimo villaggio prima della main line ucraina.

È probabile che con la caduta di Umanske e la progressiva avanzata russa verso ovest, la linea si attesterà sulla principale linea difensiva ucraina.

Organico a questo fronte è l’attacco russo su Krasnhorivka, dove ormai ci muoviamo in uno scenario di urban warfare puro. Si tratta di un vecchio bastione ucraino che i russi vogliono eliminare.

Continuando a scendere verso sud, i russi si sono sostanzialmente fermati nella zona di Marinka, salvo riuscire ad avanzare su Pobieda ed eliminare un altro vecchio bastione ucraino. Anche nella zona di Novomykhailivka gli assalti sono piuttosto costanti verso Paraskovivka, che è la porta per la battaglia di Kostantynivka (un’altra rispetto a quella di Bakhmut, ovviamente).

Questa sezione del fronte è organica a quella di Vugledar, che rimane un obiettivo principale russo. L’idea è provare a tagliare la linea principale di rifornimento ucraina che passa proprio per Kostantynivka.

Fronte di Vugledar

Come detto, organico alla zona di Novomykhailivka, i russi hanno iniziato nelle ultime settimane ad avanzare e spingere sia nella zona di Solodke che a nord di Volodymyrivka\Viktoria. L’obiettivo resta l’indebolimento della direttrice di rifornimento di Vugledar, che resta ancora inavvicinabile per i russi.

Continuando verso ovest, i russi stanno impiegando molte risorse nella riconquista di Urozhaine e Storomaiorske. Il secondo villaggio è quasi totalmente sotto il controllo russo, mentre il primo resiste ancora strenuamente.

Fronte di Zaporizha

Ormai è diventato un fronte secondario. Si combatte a Robotyne sostanzialmente sotto quasi totale controllo russo. Molti canali pro-ucraini continuano a considerare questa zona come grigia. Personalmente, e per uniformità di giudizio e metro, considero gran parte del villaggio privo di combattimenti ed in controllo russo, sebbene tale controllo avvenga su una spianata ormai disintegrata.

In realtà credo che l’obiettivo della controffensiva sia fallito, e Robotyne ha compiuto la sua fase storica. Ha permesso in questi mesi il rafforzamento dell’apparato difensivo e la fortificazione delle linee di Orichiv.

È probabile che prima o poi il fronte verrà pareggiato dai russi e che questa zona tornerà sotto il loro controllo.

Fronte di Kherson

Fronte di scontri completamente posizionali, che ha ormai importanza totalmente marginale. Archiviata la testa di ponte di Krymky (benché alcuni continuino a considerare grey zone un villaggio costantemente bombardato dai droni ucraini in ogni suo punto), sulla cui (scarsa) utilità mi sono espresso già in passato, è da registrare il continuo scambio di “cortesie” a base di droni tra le due sponde.

THAT’S ALL FOLKS

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