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Misticismo tech & evangelici – perché le democrazie liberali sono il capro espiatorio
In un precedente articolo, ho evidenziato alcune contraddizioni tra le forze all'interno dell'amministrazione Trump, in particolare tra i “Tech” della Silicon Valley e gli evangelici. Ma più che altro viene da chiederci: perché ce l'hanno tutti con le democrazie liberali? Cercherò di rispondere. Un recente articolo



In un precedente articolo, ho evidenziato alcune contraddizioni tra le forze all’interno dell’amministrazione Trump, in particolare tra i “Tech” della Silicon Valley e gli evangelici. Ma più che altro viene da chiederci: perché ce l’hanno tutti con le democrazie liberali?
Cercherò di rispondere.
Un recente articolo uscito su Vanity Fair “Christianity Was Brorderline Illegal in Silicon Valley. Now it’s the new religion” spiega come i Tech stiano cercando di mitigare la potenziale tensione con gli evangelici attraverso una nuova rotta cristiana. L’articolo esplora il cambiamento culturale all’interno di Silicon Valley, dove il cristianesimo sta emergendo come una corrente influente. In tempi recenti, con figure come Peter Thiel ed Elon Musk hanno espresso una riscoperta dei valori cristiani. In breve, i Tech sembrano avere capito che la loro visione ha bisogno di un collante tanto ideologico quanto spirituale, e soprattutto dell’alleanza con gli evangelici.

Peter Thiel
È lui l’uomo che ci interessa più degli altri tech, perché Thiel non è solo un tecnocrate, è anche un teorico, un filosofo; la mente dietro molto di quanto sta avvenendo negli Stati Uniti in queste settimane.
Conosciuto come il “Padrino” della “Mafia PayPal”, Thiel ha trascorso parte dell’infanzia in Sudafrica e in Namibia, a Swakopmund, una cittadina nota per la sua persistente glorificazione del nazismo. Formatosi poi all’Università di Stanford, Thiel è stato alunno di René Girard. Oltre a PayPal, ha fondato la società di data mining, spyware, biotecnologia e analisi genetica, Palantir, il cui nome deriva da “Il Signore degli Anelli”.
La visione politica di Thiel, forgiata in un ambiente nostalgico del nazismo e segnato dall’apartheid, potrebbe essere definita una sorta di misticismo tech, fondato sulla venerazione della tecnologia, come una forza capace di trasformare e migliorare il mondo; un progetto di potere che combina il libertarismo estremo con una retorica nazionalista, anti-governativa.
Thiel è noto per il suo sostegno alle ricerche sulla longevità e al transumanesimo, guidato dall’idea che l’uomo possa e debba utilizzare la tecnologia per superare le sue limitazioni biologiche naturali, inclusa la morte stessa.
D’altra parte, anche Elon Musk è sulla stessa linea: vede la colonizzazione di Marte non solo come obiettivo scientifico, ma come necessità per la sopravvivenza della specie umana. Attraverso Neuralink sta esplorando le possibilità di interfacciare il cervello umano con i computer. L’obiettivo è di permettere agli umani di fondersi con l’intelligenza artificiale, una visione che sfuma i confini tra umano e tecnologico e che rappresenta una forma di misticismo tech in cui la tecnologia è vista come il mezzo per evolvere oltre la condizione umana attuale.
Queste visioni e progetti di Thiel e Musk sottolineano la fede nel potere quasi illimitato della tecnologia, e rivelano una visione del mondo in cui la tecnologia non è solo uno strumento, ma un agente di trasformazione destinato a riscrivere le regole dell’esistenza umana e sociale.
Tecnocrazia mistica e nazismo
Mentre l’evangelismo si basa su principi morali e verità rivelate attraverso le scritture, il misticismo tech adotta un’etica guidata dalla possibilità tecnologica, dove ciò che la scienza può realizzare definisce ciò che è moralmente accettabile. Le comunità tech si radunano attorno a leader carismatici e innovazioni, paragonabili ai raduni religiosi, e perseguono una visione futuristica di salvezza umana attraverso la tecnologia.
Insomma, per quanto i tech possano spacciarsi per dei nuovi cristiani, il loro credo con il cristanesimo ha ben poco a che vedere.
Ed è qui che occorre ancora tornare alla formazione di Thiel, cresciuto in una comunità, che ancora negli anni ‘70 viveva ancorata al nazismo. Questa formazione è pertinente perché la tecnocrazia mistica presenta diversi paralleli con la visione scientifico/esoterica del nazismo.
La tecnocrazia mistica considera la tecnica e la scienza come mezzi quasi religiosi per raggiungere un ordine superiore, una sorta di redenzione dell’uomo attraverso il progresso. Aziende come Palantir, che utilizzano analisi avanzate di grandi set di dati, inclusi quelli genetici, incarnano questa visione, proponendo la scienza e la tecnologia come strumenti per migliorare e trasformare la società. D’altra parte, il nazismo promosse il culto della razza e della biologia come leggi “scientifiche”, quasi sacre, per giustificare l’eugenetica e la gerarchia razziale. L’uso della tecnica, nel contesto nazista, era finalizzato alla creazione del nuovo ordine ariano, manipolando la scienza per supportare politiche razziali.
Il ruolo del mito e dei simboli esoterici è centrale sia nella tecnocrazia mistica moderna che nel nazismo storico, entrambi i sistemi utilizzano narrazioni mitologiche per rafforzare la propria visione del mondo e giustificare le loro agende. In particolare, il movimento QAnon, che è stato diffuso dal sudafricano Paul Furber, un individuo legato a Thiel, si avvale di simboli esoterici, e di narrazioni per creare una complessa teoria della cospirazione che vede il mondo governato da élite malevole (con riferimenti all’opera di Alexander Dugin, ma per il momento mettiamo quest’altro aspetto da parte).
Un elemento chiave che accomuna entrambi è la presenza di teorie del complotto. Nel nazismo, il complotto ebraico mondiale era una narrazione centrale, utilizzata per giustificare l’antisemitismo di stato e la successiva soluzione finale. Per QAnon e simili movimenti della tecnocrazia mistica, il complotto si estende a una rete globale di élite pedofile che controllerebbero segretamente le leve del potere.
Questi elementi complottisti servono a creare un “noi contro loro” molto definito, polarizzando le opinioni e consolidando il supporto interno attraverso la paura e la diffidenza verso l'”altro”. Entrambi i movimenti, nonostante siano separati da decenni e contesti diversi, utilizzano quindi il mito e l’esoterismo non solo come strumenti di legittimazione del proprio potere, ma anche come mezzi per manipolare la percezione pubblica e galvanizzare il supporto attraverso narrazioni che svelano presunte verità nascoste. Questa strategia si rivela particolarmente efficace in tempi di crisi o incertezza, quando il bisogno di risposte semplici e di colpevoli chiari può rendere più attraenti teorie del complotto.
Entrambe le concezioni tendono a vedere l’umanità come un sistema che dev’essere gestito da un’élite “illuminata” o “consapevole” — tecnocrati nel primo caso, razzialmente superiori o “iniziati” nel secondo.
Entriamo poi nel campo della visione escatologica. La tecnocrazia mistica ha una visione utopica: la tecnologia salva il mondo. Il nazismo proponeva una rigenerazione del mondo attraverso la distruzione del vecchio ordine (guerra, sterminio) e la nascita di un nuovo impero millenario.
Il parallelo più forte sta però nell’uso ideologico della scienza e della tecnica come strumenti di potere, e nel tentativo di infondere in esse un significato trascendente. In entrambi i casi si tratta di sistemi chiusi, autoritari e quasi religiosi, in cui il sapere tecnico non è neutro, ma caricato di senso mistico e politico.
E ora arriviamo a René Girard, il maestro di Peter Thiel
Girard sosteneva che il desiderio umano è mimetico: imitiamo le persone che rispettiamo e contro-imitiamo le persone che disprezziamo. Il desiderio degli uomini è dunque sempre imitazione del desiderio di altri: desideriamo i loro beni materiali, il loro status, i loro sentimenti positivi. Se vediamo qualcuno felice, desideriamo la sua felicità.
Inevitabilmente, l’imitazione porta a rivalità e conflitti perché i benefici sono limitati e solo alcuni potranno goderne.
Un altro elemento presentato da Girard è quello del capro espiatorio. Nelle società i conflitti vengono spesso risolti attraverso i capri espiatori: persone o gruppi incolpati per problemi più ampi così che la loro eliminazione ripristini l’armonia.
Secondo Girard, la religione, attraverso divieti e rituali, emerge come una risposta al problema del desiderio mimetico che conduce alla violenza.
Girard considerava il cristianesimo unico tra tutte le religioni perché rivela il meccanismo del capro espiatorio piuttosto che perpetuarlo. La crocifissione di Gesù è interpretata come un evento che espone e critica il ciclo di violenza mimetica e il sacrificio del capro espiatorio, offrendo un modello di perdono e riconciliazione. In sintesi, Girard vede la religione come un meccanismo fondamentale nella gestione della violenza umana e nella stabilizzazione delle società.
L’applicazione delle teorie di René Girard, in particolare la sua analisi del desiderio mimetico e del capro espiatorio, alla mistica tech può essere interessante per comprendere la visione di Thiel.
Mistica tech e desiderio mimetico
Il fenomeno del desiderio mimetico nella mistica tech, dove l’aspirazione verso innovazioni e stili di vita promossi dai leader tecnologici sfocia spesso in un culto della personalità, è un aspetto fondamentale dell’industria tecnologica moderna. Questa dinamica è stata ampiamente sfruttata e potenziata dalle strategie di marketing che creano e promuovono figure carismatiche come modelli di ruolo, amplificando la loro influenza e il loro impatto sulla società.
Le aziende tecnologiche hanno perfezionato l’arte di costruire narrazioni attorno ai loro leader, trasformandoli in icone quasi mitologiche. Questi leader vengono presentati non solo come pionieri del settore, ma come visionari capaci di prevedere e plasmare il futuro dell’umanità.
Un esempio emblematico di come il settore tech abbia contribuito alla creazione del modello dell'”uomo forte e dominatore” è visibile nella figura dei fratelli Tate. Questi influencer, noti per i loro messaggi controversi riguardanti la dominanza maschile e il successo finanziario, rappresentano un’estremizzazione del culto della personalità, dove il successo e l’autorità sono correlati direttamente alla capacità di imporsi e di manipolare le dinamiche di mercato e sociali. Le loro narrazioni enfatizzano la forza, l’indipendenza e un certo tipo di brutalità “efficace”, che risuona con un segmento di pubblico che aspira a emulare tale modello di “successo”. Questo aspetto si lega strettamente al desiderio mimetico: il pubblico non solo aspira a possedere i prodotti o servizi offerti, ma anche a incarnare le qualità personali e lo stile di vita di queste figure carismatiche.
Desiderio mimetico e globalizzazione
La globalizzazione ha generato una dinamica complessa di aspirazione e imitazione, tipica del desiderio mimetico descritto da Girard. Molti immigrati, appartenenti a culture e religioni diverse, aspirano al modello di successo e alla qualità di vita del mondo occidentale. Tuttavia, questa aspirazione può anche sfociare in invidia e conflitto. Infatti, l’invidia si è talvolta trasformata in un rifiuto del modello occidentale, particolarmente visibile nel dibattito sul woke. Il termine “woke”, che originariamente indicava una consapevolezza delle questioni di giustizia sociale, nella radicalizzazione di alcune frange dell’estrema sinistra, è diventato uno scontro frontale con la cultura occidentale, fino a divenire il simbolo di un’erosione dei principi occidentali.
Questa tensione riflette una lotta più ampia sul significato e l’identità culturale in un’epoca di cambiamenti demografici e flussi migratori. L’aspirazione a emulare il successo può quindi trasformarsi in un desiderio di riformulare quegli stessi modelli percepiti come ingiustamente privilegiati. Questa dinamica è un esempio di come il desiderio mimetico possa non solo unire le persone verso obiettivi comuni, ma anche dividere le comunità lungo linee ideologiche e culturali.
Desiderio mimetico e nazismo
Il nazismo capitalizzò il desiderio mimetico attraverso la glorificazione del Führer e l’ideale di una nazione potente, creando un forte senso di identità collettiva basato sull’imitazione di valori, obiettivi e nemici condivisi. L’invidia sociale, poi, si manifestò nella volontà di distruzione di altri gruppi etnici, visti come “contendenti al medesimo desiderio” e dunque minacce alla purezza della nazione tedesca e al successo. Il conflitto culminò nello sterminio sistematico di ebrei, rom, persone con disabilità.
I capri espiatori
Nella nostra società, l’integrazione e l’accelerazione delle tecnologie possono spesso portare a cambiamenti strutturali e sfide sociali. Le promesse di soluzioni tecnologiche salvifiche si scontrano talvolta con le realtà di disuguaglianza, disoccupazione, e altri problemi che possono essere esacerbati dalla stessa tecnologia. In questo contesto, il fenomeno del capro espiatorio diventa evidente quando certi gruppi vengono accusati di ostacolare il progresso tecnologico e, di conseguenza, il “miglioramento” della società.
In particolare, la democrazia liberale, con le sue regole e principi etici, è vista come un ostacolo. Le democrazie moderne sono costruite su una serie di principi fondamentali che includono il rispetto per i diritti individuali, la trasparenza del governo, la responsabilità e il consenso. Questi principi sono salvaguardati attraverso regolamentazioni che possono limitare o moderare l’implementazione indiscriminata di nuove tecnologie. Insomma, le democrazie pongono un forte accento sul bilanciamento tra innovazione e regolamentazione. Le leggi sulla privacy, le normative sul lavoro, e le misure di protezione sociale sono esempi di come le società democratiche tentino di equilibrare il progresso tecnologico con la protezione dei cittadini. Queste regole e protezioni sono essenziali per prevenire gli abusi e per garantire che dalle innovazioni tecnologiche tragga beneficio la società piuttosto che pochi eletti.
Per i Tech, le regolamentazioni democratiche sono barriere che frenano l’innovazione. In questo scenario, la democrazia liberale stessa rappresenta il capro espiatorio, ritenuta responsabile per il ritardo o l’insuccesso di iniziative tecnologiche. Ecco allora che le democrazie vengono demonizzate attraverso una narrazione che le presenta come intrinsecamente corrotte e moralmente depravate. Vengono dipinte come entità compromesse, interessate a mantenere il potere tramite regolamenti e controllo invece che favorire il progresso e il benessere della società. Questa narrazione si intensifica con l’accusa addirittura paradossale che le politiche democratiche limitino la libertà individuale, dipingendo così la tecnocrazia come l’alternativa necessaria e moralmente superiore.
L’attacco alle democrazie liberali è dunque il frutto di una tensione tra il desiderio di progresso privo di barrtiere e la necessità di governance etica e responsabile.
Visioni utopiche o distopiche
I miti fondativi e le violenze implicite sia nella mistica tech che nel nazismo, sottolineando come entrambi i fenomeni possano manipolare desideri e paure per creare coesione sociale attorno a visioni utopiche o distopiche.
La visione di Thiel e il misticismo tech possono essere analizzati attraverso le teorie di Girard, specialmente in relazione al ruolo del capro espiatorio e alla funzione della religione nel risolvere i conflitti. Secondo Girard, la religione emerge per mitigare la violenza mimetica all’interno della società. Per i tech questi concetti possono essere applicati alla moderna società tecnologica, dove i leader sono spesso elevati a figure quasi messianiche.
Certamente, il misticismo tech ha più in comune con il misticismo nazista che con la visione evangelica, ma il cristianesimo mostra come i conflitti mimetici possano essere risolti attraverso il capro espiatorio. La religione sembra quindi una risposta adeguata alla necessità di equilibrio, ordine e coesione sociale. In questa prospettiva, il misticismo tech assume una forma di spiritualità pragmatica e utilitaristica, dove la tecnologia promuove progresso mentre la religione è il catalizzatore di unità e stabilità sociale.
Nodi tra mistici tech ed evangelici e mitigazione
Malgrado l’apparente convergenza, le fondamenta ideologiche e spirituali dei tech e degli evangelici differiscono significativamente. I secondi sono radicati in una fede cristiana che prega un Dio personale e segue una morale definita dalle Scritture, mentre per i mistici tech, l’aderenza al cristianesimo è strumentale. Per molti nel settore tecnologico, il “dio” è l’innovazione stessa, considerata come forza capace di trasformare la società in modi che le tradizionali strutture religiose e morali potrebbero non comprendere o accettare. Questa discrepanza crea un divario fondamentale in termini di valori e obiettivi, rendendo complesse le alleanze tra questi due forze dell’amministrazione Trump.
Recentemente, alcuni leader evangelici hanno criticato la politica di Trump sui rifugiati. Un altro gruppo di leader evangelici si è incontrato a Wheaton College per discutere il futuro dell’identità evangelica, rappresentando una porzione significativa degli evangelici, preoccupati per l’impatto della presidenza di Trump. Un’altra frattura è avvenuta quando uno dei giudici evangelisti, Amy Coney Barrett ha espresso un voto decisivo contro il blocco del congelamento dei fondi destinati a USAID.
Le contraddizioni hanno allora bisogno di operazioni che mitighino le discrepanze per mantenere una facciata di cooperazione. Per esempio, ci sono i gesti simbolici che rafforzano la percezione di un legame tra Trump e l’agenda evangelista. Un esempio è stato l‘incontro alla Casa Bianca, tra Trump e una dozzina di leader cristiani. L’evento, guidato da Paula White-Cain, consigliera spirituale del presidente, è stato un vero e proprio rituale che è apparso quasi grottesco, con i leader religiosi che hanno posto le mani su Trump in preghiera.
Questi incontri sono strategici non solo per mostrare un’immagine di coesione, ma anche per rassicurare gli elettori evangelici che, nonostante alcune politiche possano sembrare in contrasto con i loro valori, la collaborazione all’interno dell’amministrazione continua.

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L’articolo di Wired arricchisce il quadro: https://www.instagram.com/reel/DH3SONNPo7R/?igsh=MXM4ZnNvNmRndGVsbg==
Grazie!
Grazie. Impossibile non soffermarsi su Girard dato il peso che ha avuto nella formazione di Peter Thiel.
Contributo davvero complesso e articolato, fonte di molti stimoli ad approfondire. Il focus sui temi qui esposti coglie aspetti centrali del nostro tempo. Il riferimento a Girard (che apprezzo molto) mi ha sorpreso, ma credo di averne colto il senso in questo contesto. Corretto evidenziare il potenziale profondo contrasto fra visione religiosa tradizionale e nuovo misticismo dell’onnipotenza tecnologica. E quest’ultimo marchia davvero il nostro tempo e forme la nuova mentalità del “tutto ciò che è possibile va fatto e praticato”.