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Quella passione senza confini per il terzo mandato

De Luca e Zaia desiderosi del terzo mandato

Politica italiana

Quella passione senza confini per il terzo mandato

Il prossimo 9 aprile la Corte costituzionale si pronuncerà sul ricorso del Governo contro la legge 16/2024 della Campania. Questa legge regionale di due articoli, promulgata a novembre 2024, conferma il principio – derivante dall’art. 122.1 della Costituzione e dall’art. 2.1.lett. f) della legge 165/2004 –

De Luca e Zaia desiderosi del terzo mandato
Luca Garibaldi30/03/2025Aggiornato 19/05/20254 min lettura722 parole

Il prossimo 9 aprile la Corte costituzionale si pronuncerà sul ricorso del Governo contro la legge 16/2024 della Campania. Questa legge regionale di due articoli, promulgata a novembre 2024, conferma il principio – derivante dall’art. 122.1 della Costituzione e dall’art. 2.1.lett. f) della legge 165/2004 – che non si può rieleggere come Presidente della Giunta regionale chi ha già ricoperto tale carica per due mandati consecutivi, ma fa decorrere questa regola dall’entrata in vigore della legge stessa.

Con questo trucco legislativo l’attuale presidente della Campania Vincenzo De Luca potrebbe essere eletto per un terzo e persino un quarto mandato. In questo modo – come notato da Massimo Villone su la Repubblica – una legge di attuazione della Costituzione del 2004 vedrebbe la sua prima applicazione in Campania oltre trent’anni più tardi. Inoltre, se si ammettesse che con una legge regionale si possa stabilire la decorrenza del divieto, in teoria si darebbe ad una regione la possibilità di rinviarla a tempo indeterminato e ottenere quindi un presidente in carica a vita.

La mossa di De Luca ricalca quella fatta da Luca Zaia nel gennaio del 2015. Sei mesi prima delle elezioni nelle quali avrebbe concorso per un secondo mandato, il presidente del Veneto modificò la legge elettorale regionale del 2012, confermando l’ineleggibilità di chi è già stato eletto consecutivamente due volte come presidente ma applicando la normativa ai mandati successivi all’entrata in vigore della legge. In questo modo Zaia ha poi potuto concorrere per la sua terza presidenza nel 2020 e ora, sospinto da una raccolta di firme della Liga veneta che lui definisce una “chiamata di popolo”, reclama che gli sia data la possibilità di candidarsi anche per un quarto mandato.

In molti paesi africani si è assistito recentemente al tentativo – a volte riuscito a volte no – del presidente in carica di cambiare la Costituzione del suo paese per aumentare il numero dei mandati previsti. Questo proposito è stato definito in articoli su riviste di studi internazionali come “third termism”. In una tabella pubblicata dall’Africa Center for Strategic Studies (aggiornamento giugno 2024) si vede che nell’85% dei 54 stati africani esiste un limite di due mandati ma nel 57% di questi stati il presidente ha provato negli ultimi anni a eliminare o a modificare il limite, a volte attraverso la sospensione della Costituzione e l’uso della forza, riuscendoci nella maggior parte dei casi.

Negli Stati Uniti il sano principio democratico di limitare i mandati presidenziali è stato introdotto nel 1951 con il XXII emendamento della Costituzione che ha limitato a due, anche non consecutive, il numero di volte in cui una persona può essere eletta presidente.

Ovviamente Donald Trump non ha fatto passare neanche una settimana da quando è stato eletto Presidente per la seconda volta nel novembre 2024 per proporre, fra il serio e il faceto e vedere l’effetto che fa, che la Costituzione americana fosse modificata per consentirgli un terzo mandato. Nel gennaio 2025 è stato poi in effetti presentato un emendamento costituzionale per permettere a un presidente di svolgere un terzo mandato a condizione che i primi due non fossero consecutivi, dandone quindi la possibilità a Trump ma non a Obama.

Il desiderio di De Luca e Zaia di perpetuarsi come presidente di regione è per fortuna fieramente contrastato dalle leader di maggioranza e opposizione, Meloni e Schlein, per una volta tanto della stessa opinione. Forse anche il fatto di essere entrambe under 50 le spinge a questa battaglia per il ricambio dando, in questo caso, l’impressione di voler superare il vecchio e favorire il nuovo.

Sperando poi che, diversamente da Zaia che quando fu eletto la prima volta presidente del Veneto aveva 42 anni, non si trovino anche loro così tanto comode in sella al cavallo da non volerne scendere più.


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