Stile, moda e costume
Nine Inch Nails, navigando nei mari estremi dell’esserci
Le persone migliori possiedono sensibilità per la bellezza, il coraggio di rischiare, il rigore di dire la verità, la capacità di sacrificio. Ironia della sorte, le loro virtù le rendono vulnerabili; sono spesso ferite, talvolta distrutte. Ernest Hemingway Continua il nostro viaggio americano, tra musicisti che



Le persone migliori possiedono sensibilità per la bellezza, il coraggio di rischiare, il rigore di dire la verità, la capacità di sacrificio. Ironia della sorte, le loro virtù le rendono vulnerabili; sono spesso ferite, talvolta distrutte.
Ernest Hemingway

Continua il nostro viaggio americano, tra musicisti che lì sono nati e cresciuti per scoprire un’altra America da quella di Trump, un approccio diverso di chi vive apertamente in contrasto con quei modelli e ne incarna di alternativi. Incontriamo un artista in cammino su un orizzonte esistenziale e che ha saputo dare alle sue canzoni una forza particolare, perché il piano esistenziale parla un linguaggio universale e sussurra anche implicitamente all’orecchio di ogni homo sapiens attraverso la sua inconscia domanda di senso.
Trent Reznor il dominus del progetto Nine Inch Nails conosciuti anche semplicemente come NIN, appartiene a questa schiera: benvenuti e prepariamoci a navigare in mari estremi a sud dello stretto di Magellano, là dove pochissimi velieri si azzardano a dirigere le loro prue.
Trent Reznor con i NIN scandaglia senza remore i lati più oscuri dell’animo umano senza risparmiarsi, spinge lo sguardo là dove i più si mettono le mani sugli occhi . Questo costa caro e pochi sopravvivono a loro stessi, che siano artisti, musicisti, scrittori, poeti. Un fuoco li avvolge e le ustioni possono essere definitive. Amato da David Bowie che volle i NIN ad aprire il tour di “Outside”, vincitore di un premio Oscar per la miglior soundtrack (insieme ad Atticus Ross) per “The Social Network”, pronto a sfoderare dal vivo ospiti come il chitarrista Adrian Belew dei King Crimson e il pianista Mike Garson, veterano nella band di Bowie solo per citarne un paio, Reznor è per creatività uno dei migliori musicisti oggi in circolazione, uno dei pochi insieme a Tom Yorke e a Jonny Greewood dei Radiohead, capace di declinare il rock in modo innovativo e creativo.
I NIN sanno creare un rock travolgente, per poi sprofondare nella malinconia più densa con ballate di rara bellezza e profondità o in atmosfere elettroniche oniriche. Non a caso l’epitaffio commovente del grande Johnny Cash passa per una cover dei NIN interpretata come saluto poco prima di andare oltre la nostra dimensione.
La cover riesce splendidamente solo ed esclusivamente perché incarna originariamente il significato del navigare mari estremi, la prossimità con la morte, la vecchiaia, la fine: Johnny Cash la fa sua con la voracità dei grandi artisti. Cash dirà di questo brano:
“Quando ho sentito quella canzone, ho pensato, ‘suona come qualcosa che avrei potuto scrivere negli anni sessanta’. Ci sono più cuore, anima e dolore in quella canzone che in tante venute dopo”.
Magnifico anche il video per la regia di Mark Romanek, traboccante di riferimenti a Caravaggio. Impossibile non commuoversi, perché quella vita è anche e soprattutto la nostra vita. Torna l’elemento esistenziale: qual è il senso del nostro esserci?.
Reznor è sopravvissuto a se stesso, quel che succede anche ad ognuno di noi inconsapevolmente travolti dai nostri “bias” come si dice oggi, impantanati nel conforto di comportamenti a cui siamo condannati, anche se riusciamo a ricondurli ad una “normalità” preclusa agli artisti, che preferenzialmente si dedicano al deragliamento delle loro personalità e spesso delle loro vite. Chi sopravvive racconta la morte, la sofferenza, l’amore da una prospettiva particolarmente autentica. Le ferite sono racconto, anche le nostre. Eccoli Bowie e Reznor insieme, sempre in un’interpretazione di “Hurt”. Goddiamoci due arrangiamenti completamente diversi.
La luce quando taglia il buio sa essere particolarmente accecante ed è lì che abita la musica dei NIN, musica con una dimensione particolarmente eclettica, capace di spaziare dall’elettronica fino al rock, dalle soundtrack al jazz d’avanguardia. Ne esce un flusso musicale molto variegato con influenze assai diverse ed un’istrionica capacità di esibirsi dal vivo della band, sempre attenta alle scenografie. Ah, quasi dimenticavo….. Un Italiano ha fatto parte dei NIN per anni, pochi lo sanno, Mr Alessandro Cortini un esperto di sintetizzatori e valente polistrumentista: cercate di lui in rete, molte le cose interessanti tra le sue produzioni. Com’è entrato nella band? Come solo può accadere negli USA: staccando un bigliettino in uno sgangherato volantino al college: era bravo lo hanno preso. Vi sembra possibile in Italia?
Tornando a Reznor ha aperto subito un fronte con “gli oligarchi miliardari” di cui parliamo da settimane, ha sbattuto la porta ed è uscito da X, lasciandosi alle spalle milioni di follower. Su Donald Trump non la prende alla lontana, mentre risponde ad una domanda di uno dei suoi figli:
“Look, I don’t think he’s a good guy. Some people do, I don’t think he believes in science and I don’t think he believes people should be treated decently and I don’t think he tells the truth. That’s why I don’t like him“.
Una risposta semplice, ma pedagogica, dove emergono tematiche serie: la scienza, la gentilezza, la verità. Criticità assolute di una leadership degli USA non solo problematica, ma nella sostanza distruttiva.
Si può ragionare dell’esistenzialismo come di una romantica deviazione e solipsistica dimensione contrapposta alla gentilezza di stare nelle “piccole cose” e navigare la normalità. Inesorabilmente l’arte si affaccia sull’abisso e la sfrontatezza presuntuosa di chi frequenta luoghi estremi può essere autoreferenziale e fastidiosa, anche narcisistica a tratti. Tuttavia quando si ritorna dai “mari estremi” dopo la furia della giovinezza, una gentilezza pervade gli occhi dei supersiti e credo aiuti a fare della stessa normalità lo straordinario che è.
L’arte non è in sostanza un gingillo estetico per decorare soggiorni e la sua opera di rimozione del consolatorio sa essere particolarmente efficace e opportuna. Tuttavia con i NIN non sprofondiamo solo tra sferzate rock di chitarre e distorsori, nella furia gridata, nello stridere di metalli, ma anche nella dolcezza estrema. In questo ci portano queste musiche: nella distruzione della dimensione consolatoria: quel che c’è al di là di tutto questo lo lascio a voi. Ho raccolto armonie di distorsori, chitarre elettriche pazze e sintetizzatori.
Fate buon uso di questi suoni: CLICCATE QUI e buona catarsi a tutti con i Nine Inch Nails.
Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.
Grazie per il vostro supporto!
Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.
Codice Iban: IT55A0306909606100000404908


Condividi








Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.