USA
Per i Maga il nuovo partito di Elon Musk non è una bella notizia
A giudicare dalle reazioni stizzite dei santoni MAGA, il Partito d’America annunciato da Elon Musk non potrebbe essere poi tanto male. “Il pazzo, il buffone. Elmo ‘the Mook’… Solo uno straniero potrebbe fare una cosa del genere… Dovresti essere deportato!” ha detto Steve Bannon rivolgendosi direttamente



A giudicare dalle reazioni stizzite dei santoni MAGA, il Partito d’America annunciato da Elon Musk non potrebbe essere poi tanto male. “Il pazzo, il buffone. Elmo ‘the Mook’… Solo uno straniero potrebbe fare una cosa del genere… Dovresti essere deportato!” ha detto Steve Bannon rivolgendosi direttamente all’ex capo del DOGE. “Le uniche cose che i terzi partiti sono in grado di fare è creare caos e instabilità” ha twittato direttamente Donald Trump, il quale, per anni, prima del 2016, ha sempre dichiarato di volersi candidare come indipendente.
Al di là dei singoli contenuti, stupisce quanto l’annuncio di Elon Musk di lanciare un nuovo partito abbia in pochi giorni sollevato reazioni politiche sorprendenti per quantità più che per qualità. Tralasciando l’ironia da cui questi proclami sono spesso accompagnati, sono pochi coloro che davvero considerano la nuova uscita di Musk come l’ennesima boutade di un pazzoide.
Questo perché, il cosiddetto pazzoide, oltre alle capacità imprenditoriali che l’hanno reso l’uomo più ricco di sempre, ha dimostrato con i fatti concreti di portare a compimento le proprie ‘follie’. Ha detto di voler acquisire Twitter e di trasformarlo, e l’ha fatto; ha sostenuto Trump, e Trump ha vinto; ha promesso di tagliare la spesa pubblica americana, e ha iniziato a farlo in modo tanto netto da dover essere cacciato dagli stessi che lo avevano portato in trionfo.
Inoltre, la figura eccentrica, destabilizzante, a tratti grottesca di Donald Trump, ha già dimostrato che il recinto delle regole politiche si può scavalcare. Se ciò che sembrava impensabile fino a pochi anni fa è ora realtà – ricordiamo che, nel 2016, i sondaggi davano a Trump il 6% di probabilità di vincere le primarie repubblicane – perché non può realizzarsi qualcosa che, in fondo, in molti ritengono un’esigenza?
Beninteso, date le regole istituzionali americane, un eventuale terzo partito non avrà la minima possibilità di esprimere un presidente, né una rappresentanza significativa al congresso. Nondimeno, date le percentuali risicatissime con cui gli swing states assegnano la vittoria all’uno o all’altro schieramento, un partito indipendente che arrivasse al 3% potrebbe, eccome, influenzare radicalmente il risultato.
Il focus andrebbe concentrato, più che sulle coloriture da cronaca di palazzo, sul momento nel quale questo partito nasce, e sulle esigenze di cui si fa carico. Il Big Beautiful Bill approvato dal Congresso la settimana scorsa dimostra che non c’è speranza, né a destra né a sinistra, di maneggiare le risorse dello Stato in modo sensato. L’enorme aumento del debito pubblico nonostante i tagli alla sanità ed alla fiscalità federale, di cui il BBB si fa portabandiera, evita di affrontare i problemi strutturali che ancora una volta vengono nascosti sotto il tappeto. L’esempio più evidente è la spesa sanitaria. Gli Stati uniti spendono il 17% del loro PIL in sanità, contro il 9% dell’Italia, con una spesa pro-capite media di 12.000$ contro i 4.000$ italiani. Nonostante ciò, le assicurazioni private salatissime sono indispensabili per chiunque non voglia rischiare di pagare un’ospedalizzazione di qualche giorno quanto un’automobile (o un appartamento). Questo avviene perché i partiti hanno fatto a gara per tagliare o aumentare la spesa sanitaria senza agire sul meccanismo dei costi specifici, dai farmaci alle apparecchiature, alle regole d’accesso alla vera e propria corporazione dei medici (che riesce a garantire ad un medico-chirurgo in un ospedale di New York uno stipendio base di 400.000$ l’anno).
C’è da chiedersi per quanto ancora un sistema del genere possa reggere, e se l’alternativa ai Trumpiani è l’ultra-Woke candidato sindaco democratico di New York Mamdani, allora non è inverosimile l’ipotesi che, in qualche strana forma, un terzo partito possa prendere piede.
Per il momento, il candidato presidente del nuovo Partito d’America non può essere che l’ego di Elon Musk stesso, siccome l’originale non potrà candidarsi per motivi costituzionali, e tanto del programma politico che verrà annunciato man mano sarà una bella sequela di vendette ad personam contro quel mondo repubblicano che l’ha ingoiato e risputato in meno di sei mesi. Se però c’è una cosa che la storia recente ha insegnato, è che non bisogna mai e poi mai sottovalutare le capacità e la tenacia di Elon Musk.
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