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Perché la democrazia liberale è in affanno?

Il dibattito delle idee

Perché la democrazia liberale è in affanno?

Nell'ambito del dibattito promosso da InOltre sul "paradosso della tolleranza", riceviamo e volentieri pubblichiamo di Claudio Monnini La questione è complessa ma antica. Il problema di noi intellettuali liberal (mi ci metto anch'io), è che, per snobismo, non frequentiamo la “working class” e non ne sappiamo

InOltre08/05/2025Aggiornato 07/05/20253 min lettura537 parole

Nell’ambito del dibattito promosso da InOltre sul “paradosso della tolleranza”, riceviamo e volentieri pubblichiamo

di Claudio Monnini

La questione è complessa ma antica. Il problema di noi intellettuali liberal (mi ci metto anch’io), è che, per snobismo, non frequentiamo la “working class” e non ne sappiamo interpretare il “sentiment”. Io che un po’ la frequento, anche perché sono architetto e ho un rapporto serrato con ogni tipo di maestranza, mi sono fatto un’idea piuttosto chiara, al netto del progetto politico di Bannon, ben riuscito, che da 12 anni teorizza l’inasprimento della tensione sociale per governare il conflitto, cioè, per far comandare l’estrema destra a livello globale.

E’ abbastanza facile, per una persona che ha studiato poco, abboccare alle logiche manichee del “pane al pane vino al vino”. E’ totalmente impossibile invece cogliere le sottigliezze e le sfumature di un gergo che paradossalmente, con l’obiettivo di essere inclusivo, esclude paternalisticamente quanti hanno solo la terza media, perché si sofferma su questioni filosofiche e linguistiche molto autoreferenziali.

Questioni come lo Schwa, rendono incomprensibile il linguaggio della sinistra, che invece di essere inclusivo finisce con l’essere elitario ed esclusivo: come può un immigrato magari di lingua madre araba o spagnola capire o pronunciare un carattere che anche per un italiano e difficile pronunciare? Eppure queste persone sono quelle che la sinistra dovrebbe attrarre.

La sinistra liberale dovrebbe affrontare il problema dell’insicurezza sociale, invece non è assolutamente rassicurante. Per questo la classe operaia si volta a destra, dove vengono proposte soluzioni, totalmente fake, ma che sembrano semplici: l’immigrato ti ruba il lavoro, c’è la minaccia della “cultura gender” e vogliono che diventi gay, chiudiamoci al commercio globale e teniamoci le risorse in casa che diventiamo più ricchi.

Sono tesi totalmente sbagliate, ma sostenute da una narrazione semplice, lineare, che andrebbe considerata con pragmatismo, invece che rifiutata. E forse, per farsi comprendere, oltre al discorso dell’inclusione, che ai più suona come una forma di buonismo disneyano, dovremmo far capire le conseguenze pratiche dell’esclusione: abbiamo bisogno degli infermieri, delle badanti per gli anziani, di bambini stranieri per non chiudere le scuole nei piccoli centri, di contadini, di muratori, di molti nuovi lavoratori che paghino le pensioni a un terzo degli italiani, e spiegare che un paese in cui tutti vogliono immigrare è un paese che funziona, cioè un paese avanzato, mentre un paese da cui si emigra è un paese fallimentare, è il terzo mondo, cosiddetto: è semplice chiaro, spiegato così.

Il problema del consenso è il “come”, non il “cosa”, si dice, come spiegano le neuro-scienze. E la comunicazione non è un accessorio secondario.



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7 pensieri su “Perché la democrazia liberale è in affanno?

  1. Nicla dice:

    Tutto vero Claudio. Ma al di là del linguaggio, cosa sta dicendo la “sinistra” perché lo Stato sia al servizio del popolo? La democrazia è in crisi perché la politica non ha dato risposte al popolo, perché si governa secondo le logiche del profitto privato, smantellando lo Stato sociale. Il “popolo” sa di non potere influire sulle scelte politiche perché è il capitale a comandare. Dunque si astiene, non partecipa. E senza partecipazione non c’è democrazia. Io direi che oggi da noi si può parlare più di plutocrazia che di democrazia.

  2. Giovanna Nuvoletti dice:

    io conosco dei rossobruni, gente di sinistrissima, filopal, radical chic – ormai naziputinisti. Mi pare che la minaccia a libertà e democrazia venga da due parti. Estreme. Solo la parte destra ha miliardi e social come strumenti.

    • claudioottorimnomonnini dice:

      E’ anche vera questa cosa, anche se l’articolo parla di un altro aspetto, cioè della democrazia liberale che fa fatica a costruire proposte efficaci per rispondere alla vita reale delle persone.

  3. Alessandro Armaroli dice:

    Non hanno idea chi, cosa e dove siano i ceti medi. Non sanno cosa fanno, come vivono (in generale si lamentano poco, occupati come sono) la classe operaia e rurale, come da loro immaginata – di cui hanno letto e maldigerito qualcosa – non esiste più.
    Forse ne hanno visto qualche rappresentazione a mostre sul realismo socialista, le braccione nerborute sotto la camicia arrotolata di un addetto alla forgiatura in qualche fonderia fanno sempre impressione.
    I ceti medi sono divenuti una categoria liquida, in espasione e restrizione continua, meglio attinta da spasmi continui: lavorano, pagano le tasse, consumano qualche possono (hanno poco tempo e sono stanchi) non hanno garanzie e non sono adusi chiedere, nessuno li ha mai nemmeno ascoltati.
    Diceva bene la La contessa Colonna ne La grande bellezza, “La povertà non si racconta, si vive!

    PS, il film non è piaciuto per nulla, troppo affettato, amo Pulp Fiction

    • claudioottorimnomonnini dice:

      L’articolo parla proprio di questo scollamento e di una sinistra liberale che non riesce a mettere a fuoco il mondo reale.

  4. candidthoughtfully8d4e27c92f dice:

    Temo che anche questa sia un’ analisi incompleta, espressa a sua volta in un linguaggio tendente al ” ho ragione io” tipico del complesso di superiorità della vecchia sinistra. La realtà è che di soluzioni ai problemi citati quest’ ultima non ne propone da decenni. Per esempio, l’ immigrazione di massa È un problema enorme, per tutti i paesi occidentali, al di là dei conti su lavoro e pensioni. La cultura gender non è cosa da imporre a colpi di propaganda, ma un processo che ha tempi e modi fisiologici. Non parliamo poi della sicurezza, su cui la vecchia sinistra balbetta slogan incomprensibili come pure quelli su guerra e pace. Ecco perché la rozza destra vince in tutto il mondo: le sue risposte di sostanza hanno l’ orribile difetto di funzionare.

    • claudioottorimnomonnini dice:

      Se la percezione dei cittadini è che le proposte di questa destra estrema funzionino, ad esempio portare in giro per l’Adriatico 40 migranti prima di sbarcarli comunque in Italia, spendendo un miliardo, o, per andare oltreoceano, bruciare alla borsa di New York 10.000 miliardi di dollari in 48 ore, senza che nessuno ci guadagni, beh, in questo caso il mio articolo ha davvero ragione: non conta il cosa si fa, ma come lo si racconta alle persone.

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