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Porto Ercole raccontato a 4 voci

Luoghi & Design

Porto Ercole raccontato a 4 voci

Argentario, Porto Ercole: un borgo che per anni è stato associato a un turismo mondano e stagionale. Ma le etichette si sa, si attaccano e si staccano a piacere. Non raccontano mai tutta la realtà. Una realtà fatta di storie personali e prospettive diverse, che ho

Elena Cattaneo31/08/2025Aggiornato 30/08/20256 min lettura1.246 parole
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Argentario, Porto Ercole: un borgo che per anni è stato associato a un turismo mondano e stagionale. Ma le etichette si sa, si attaccano e si staccano a piacere. Non raccontano mai tutta la realtà. Una realtà fatta di storie personali e prospettive diverse, che ho scelto di raccogliere lasciando la parola a chi Porto Ercole lo conosce davvero.

Ho cominciato a frequentare il borgo di Porto Ercole (GR) circa 15 anni fa, per piacere e da una posizione privilegiata, quella di ospite da chi il luogo lo frequenta da sempre. L’ho conosciuto in una fase di stallo, probabilmente dopo un lungo periodo fastoso, l’ho visto da terra, dai vicoli storici, dall’alto della Rocca e dal mare.

Ho visto locali storici cambiare insegna, bar e negozi con le saracinesche abbassate, cartelli di vendita, ho saputo di tristi addii, ma negli ultimi anni ho cominciato a vedere e ascoltare anche altro. Lavori in corso e nuove aperture.

Turisti stranieri che non attraversano il paese chiusi dentro van neri solo per raggiungere il Pellicano, ma che si aggirano curiosi. Quest’anno, poi, due novità mi hanno particolarmente colpito: l’annuncio, letto su manifesti appesi ai muri, della riattivazione della squadra di calcio locale e un’iniziativa che ho sperimentato con grande gioia, una lezione settimanale di yoga all’alba sul braccio del porto (completa di fantastica colazione alla fine), organizzata proprio dai gestori di un locale da poco inaugurato, il Bar Medusa.

Due novità che mi hanno instillato una piacevole sensazione di cambiamento, quella sensazione che fa aprire i polmoni e immaginare nuovi scenari in una terra dove, per troppe volte, ho ascoltato frasi tipo “per fortuna arriva la fine dell’estate e voi turisti tornate nelle vostre città”.

Ecco, parole che voglio proprio dimenticare e, per farlo, lascio la parola a chi conosce Porto Ercole molto meglio di me, a chi ci vive e ci lavora, a chi ha deciso di non andarsene o, anzi, l’ha proprio scelta come casa.

Sofia Scotto, fondatrice di Sofia Immobiliare

“Nasco a Porto Ercole e ho sempre vissuto in questo posto magico, vivendo ogni stagionalità, ogni evento, ogni clima e ogni cambiamento di colore del mare e del cielo.

Considero questo posto il mio antistress. Ho sempre lavorato nel campo delle vendite, partendo dalle auto fino ad arrivare al mercato immobiliare.

Vivere il mercato immobiliare in un posto turistico è proprio come vivere su una barca: non sai quanto dura l’onda e quando arriva. Può sembrare logorante, io invece trovo che questa sensazione renda la vita meno monotona e mi piace pensare che l’onda si cavalca sempre.

Nonostante gli alti e bassi, percià, resto positiva, specialmente adesso che ho aperto una mia sede e smesso di lavorare per altre aziende. La zona resta fantastica e, in questi ultimi anni, ho notato l’arrivo (anche per acquistare) di persone molto influenti che porteranno un bel seguito di clienti a rendere ancora più unico questo angolo di paradiso.”

Francesca Rosi, fondatrice della bottega Cose come Case

“Sono nata e cresciuta a Porto Ercole, ma durante gli anni universitari me ne sono allontanata, tornando solo d’estate, quando ti accorgi davvero del privilegio di vivere in  un territorio unico come questo promontorio.

Quando ho deciso di rientrare definitivamente, cercavo quella pace che per chi non è mai andato via può sembrare solo noia. Intanto il turismo cambiava: ho visto il declino della vita notturna e gli ultimi fasti di un turismo mondano che oggi non esiste più.


Dopo la pandemia ho aperto una bottega nel borgo antico, Cose come Case, che raccoglie artigiani e artisti locali, diventando un luogo di incontro e di scambio. Ora percepisco un nuovo vento: l’arrivo di turisti e imprenditori stranieri, e una maggiore consapevolezza del valore della nostra natura selvaggia, dei prodotti del territorio e del lavoro di chi li crea.”

Stefano e Alin, fondatori del Bar Medusa

“Siamo Stefano e Alin, rispettivamente abruzzese e piemontese, perdutamente innamorati di Porto Ercole per l’atmosfera che trasmette… quel tuffo nel passato, nella pace e nell’immensa bellezza del promontorio.


Medusa nasce da un sogno e da un desiderio nato sei anni fa, quando ci siamo conosciuti nello stesso posto di lavoro. Avevamo entrambi l’ambizione di creare qualcosa di nostro, dove mettere a frutto saperi e competenze, e diventare un fiore all’occhiello in un luogo così ricco di storia.


Storia che, in effetti, caratterizza anche il nostro locale: sembra sorgere proprio dove Caravaggio fu sepolto, nei pressi della cappella di San Sebastiano. Il nome Medusa è un omaggio a lui, ma anche a un insieme di pensieri che abbiamo raccolto studiando la sua vicenda e quella di Porto Ercole.

Sappiamo che questo è un periodo un po’ ballerino a livello turistico, ma siamo fiduciosi: dedizione, qualità, cortesia e un bel sorriso sono le armi migliori per farci notare e per creare un ambiente di nicchia, aperto a tutti, che abbia voglia di relax e di condividere il bene più prezioso che abbiamo: il tempo.


Perché Porto Ercole e l’Argentario non sono solo spiagge, ma anche colline, monti, paesaggi mozzafiato e libertà. Noi crediamo nel futuro e nelle persone che, come noi, ricominciano ad apprezzare davvero la bellezza di questi territori.”

Lorenzo Fusini, laureando in Architettura

“Mi chiamo Lorenzo Fusini e sono un laureando in Architettura presso l’Università degli Studi di Firenze. Per me Porto Ercole ha sempre rappresentato un’isola felice e un luogo da cui trarre ispirazione.


In particolare, da appassionato di storia e di edilizia storica, da diverso tempo mi impegno nel riportare alla luce le origini (grandi) di questo piccolissimo angolo di mondo. Gli anni universitari trascorsi a Firenze sono stati fondamentali per educare il mio occhio e vedere il mio paese natale sotto una nuova luce.


Quando ne ho avuto occasione, ho presentato progetti e ricerche su casi studio presenti a Porto Ercole che hanno destato molto interesse nell’ambito universitario.


Da qualche anno sono ritornato in sede e, nonostante mi senta totalmente a casa, percepisco il lento declino di questo posto meraviglioso e dalle numerose potenzialità inespresse. Inevitabilmente dovrò ancora una volta lasciare Porto Ercole per perfezionare gli studi e cercare un lavoro, ma con l’idea di mantenere un piede sullo ‘Scoglio’, come affettuosamente chiamiamo il Monte Argentario.”

Se i grandi gruppi d’investimento (vedi il nuovo, scenografico, boutique hotel La Roqqa, sorto al posto di un vecchio hotel degli anni 70) segneranno inevitabilmente la rinascita economica di Porto Ercole, ho voluto raccogliere qui le voci di chi costruisce ogni giorno, con scelte piccole ma coraggiose, il presente del borgo.

Tutti gli intervistati sono ben consapevoli del cambiamento in corso e dei nuovi scenari che si stanno aprendo, ma è proprio dal loro punto di vista – meno facile da intercettare, più legato alla vita quotidiana – che emerge il battito autentico di Porto Ercole.


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