Ucraina
L’UE, gli Stati Uniti e la Nato: stato dell’arte e scenari futuri (sempre più complessi)
In questi giorni è più d’attualità – soprattutto alla luce dell’inatteso e crudo discorso fatto dal Vice Presidente degli Stati Uniti d’America alla Conferenza internazionale sulla sicurezza, a Monaco di Baviera, dove non ha usato giri di parole per prendere di petto l’Europa, in modo non


In questi giorni è più d’attualità – soprattutto alla luce dell’inatteso e crudo discorso fatto dal Vice Presidente degli Stati Uniti d’America alla Conferenza internazionale sulla sicurezza, a Monaco di Baviera, dove non ha usato giri di parole per prendere di petto l’Europa, in modo non propriamente ortodosso, su supposte carenze di democrazia, pretendendo di scuotere il “vecchio Continente” come un “pugile suonato sul ring” (quasi a volersi porre come depositario dei valori, facendo quindi pesare anche una sorta di vassallaggio morale) – parlare della relazione Europa-USA, che vive un delicato momento di “empasse” politico e diplomatico (ma non è il primo), dopo la “luna di miele” iniziata nel 1947, al termine della seconda Guerra mondiale. Ne faremo comunque cenno nelle conclusioni.
Ma occorre, forse, tratteggiare anche le relazioni che intercorrono fra l’UE e la NATO, per capire meglio le dinamiche, con le quali la Commissione europea procede o come può interagire con gli attori principali del panorama mondiale, nella fattispecie U.S., in primis, ed anche Russia e Cina.
Viene quindi naturale porsi una prima domanda introduttiva: l’UE è politicamente autorizzata e sufficientemente autorevole per proporre alla NATO (quindi comprendendo Stati Uniti, Canada e Turchia) di agire come fornitore di risorse militari?
La risposta è: no! Attualmente, l’Unione Europea (UE) non ha un’autorità politica o legale diretta per proporre o indirizzare la NATO a condurre operazioni militari. La NATO e l’UE sono organizzazioni distinte tra loro, con appartenenze, quadri giuridici e mandati diversi.
Tuttavia, l’UE può collaborare con la NATO ed incoraggiare operazioni in aree di interesse reciproco, facendo leva sulla sua influenza, attraverso meccanismi diplomatici e strategici.
Di seguito allora proviamo a fornire una pur breve spiegazione sulle relazioni, sulle responsabilità e sulle limitazioni, sapendo che sono due organizzazioni separate:
– La NATO è un’alleanza politico-militare, istituita dal Trattato dell’Atlantico del Nord (1949). I suoi compiti principali sono la deterrenza e la difesa collettiva (articolo 5), la gestione delle crisi e la sicurezza cooperativa.
– L’UE opera invece in base ai suoi trattati, come il Trattato sull’Unione Europea (TUE), e ha un mandato molto più ampio che comprende obiettivi economici, politici e di sicurezza.
Esiste comunque una sovrapposizione di appartenenze alle due organizzazioni:
– La maggior parte dei membri della NATO sono anche membri dell’UE, ma non tutti gli Stati membri dell’UE fanno parte della NATO (ad esempio, l’Irlanda e l’Austria).
– I membri della NATO non appartenenti all’UE, come gli Stati Uniti, il Canada e la Turchia, svolgono ruoli significativi e di primo piano in tutti i processi decisionali della NATO.
Ruolo dell’UE in materia di sicurezza e difesa:
L’UE ha sviluppato il suo quadro di sicurezza attraverso la Politica di Sicurezza e Difesa Comune (PSDC). Questo include iniziative come la Cooperazione Strutturata Permanente (PESCO) e il Fondo Europeo di Difesa (EDF) per sviluppare le proprie capacità di difesa. Tuttavia, l’UE non dispone di un quadro di comando, controllo, coordinamento ed impiego delle forze, mentre la NATO si è affidata, sin da subito, alle forze armate alleate o a coalizioni ad hoc per le operazioni militari.
Processo decisionale della NATO:
Le operazioni della NATO sono decise per consenso dagli Stati membri, sotto la guida del Consiglio del Nord Atlantico (NAC). Al riguardo, l’UE non può proporre o dettare direttamente le azioni della NATO, poiché il processo decisionale della NATO opera in maniera indipendente dalle istituzioni europee.
Cooperazione strategica:
La NATO e l’UE collaborano attraverso il Partenariato strategico NATO-UE, affrontando sfide di sicurezza comuni come il terrorismo internazionale, la difesa informatica e le minacce ibride. Esistono accordi standard, come l’Accordo Berlin Plus (2003), che consentono all’UE di poter accedere ai mezzi e alle capacità della NATO, a determinate condizioni – come nel caso in cui vi siano aggressioni militari di tipo ibrido o anche azioni attribuite, che possano compromettere l’integrità territoriale dell’Unione europea – per le operazioni militari condotte dall’UE. Di fatto, l’UE contribuisce allo sviluppo di capacità militari condivise che possono essere utili alle operazioni della NATO (ad esempio, i progetti PESCO, che migliorano la mobilità militare). Ma questa essenziale cooperazione è anche soggetta a limitazioni: l’Unione europea non ha autorità sui mezzi della NATO o sui relativi processi decisionali. Inoltre, la sua influenza è limitata alla misura in cui i suoi Stati membri possono sostenere obiettivi allineati all’UE all’interno della NATO.
In sostanza, anche se l’UE non può dettare legalmente o politicamente le operazioni della NATO e svolge un ruolo di supporto nell’influenzare le priorità della NATO, attraverso membri condivisi e iniziative di collaborazione e partenariati strategici, noi ora sosteniamo invece che l’UE dovrebbe poter avere la capacità di suggerire o indicare alla NATO di svolgere operazioni militari per suo conto.
Finora l’influenza dell’UE è stata indiretta, basandosi sulla persuasione diplomatica e sulla sovrapposizione dei suoi Stati nella NATO. Oggi questo quadro potrebbe non essere più sufficiente! Se vogliamo un’Europa forte, dobbiamo fare un deciso passo avanti.
Tuttavia, questa ipotesi ci porta ad una successiva domanda:
Quale equilibrio politico si sta quindi sviluppando, in seguito ai recenti processi elettorali dell’UE e degli USA?
Come premessa, dobbiamo riconoscere che solo una decisione politica di stabilire un aumento costante, coordinato e strutturale dei bilanci nazionali per la difesa fornirà, agli alleati europei della NATO e agli Stati membri dell’UE, delle capacità autonome e adeguate di deterrenza e protezione da aggressioni esterne (tradizionali, informatiche e ibride), nel medio e lungo termine.
Questo rappresenterà il passo logico verso una cruciale integrazione europea e l’assunzione di maggiori responsabilità all’interno dell’Alleanza, unitamente alla decisione – altrettanto politica – di adottare una politica estera, di sicurezza e difesa comuni cedendo, di fatto, una parte significativa della sovranità nazionale. Il fattore essenziale conseguente sarà la decisione di stabilire un meccanismo di sicurezza europeo ed un’architettura di difesa basata su un aumento significativo e strutturale della spesa per la difesa e di risorse da disporre, prontamente spendibili.
Vi sono almeno due ragioni per sostenere questo approccio:
– L’allineamento autoritario e maligno tra Russia, Repubblica Popolare Cinese, Repubblica Democratica della Corea del Nord e Repubblica Islamica dell’Iran rappresenta un’importante sfida strategica (e non solo) per l’Europa, contro la quale la deterrenza e la capacità di difesa devono essere effettive, credibili e impegnate.
– Secondo la prospettiva geopolitica statunitense, il mondo è un ambiente strategico continuo, complesso e multipolare, in cui l’Europa rappresenta solo una cruciale ed estesa area di interesse. Tuttavia, l’UE può essere l’alleato più vitale di Washington solo se acquisisce un livello affidabile di autonomia di sicurezza, una deterrenza credibile e la capacità di difendersi.
Ma quest’ultima ragione, richiamando nuovamente le parole,caustiche ed un po’ provocatorie, espresse da Mr. Vance a Monaco, potrebbe non essere più sufficiente per confermare l’Unione quale l’alleato più autorevole, affidabile e cruciale per gli Stati Uniti. Soprattutto perchè occorre dare subito risposta a decisioni strategiche e vitali per lo stesso futuro europeo,partendo proprio dalla sovranità dell’Ucraina.
Riteniamo, al riguardo, che per l’UE sia giunto il momento di usare lo stesso linguaggio che sta ora adottando la leadership USA. Ad esempio, chiarendo in modo inequivocabile, che se l’Unione non viene coinvolta nelle trattative sulla tregua Russia-Ucraina o sul successivo processo di pace, non vi sarà alcun soldato, appartenente agli Stati membri dell’UE, che metterà i “boots on the ground” in Ucraina. Inoltre, se gli USA intendono perseguire una politica internazionale che non tenga conto della rilevanza del potere europeo, andrebbe subito rinegoziata la presenza delle basi militari americane sul suolo europeo.
Ecco, solo due fra alcuni esempi possibili, per asserire che, in questo repentino cambio di paradigma di relazioni internazionali, è necessario che l’Europa provi a stare in prima linea, cercando di ripagare con la stessa moneta gli “sgarbi” che comincia a ricevere. Pena una sua emarginazione ed una fine ingloriosa.
Due osservazioni finali: se una possibile tregua o una pace più duratura – da raggiungere celermente per tenere fede al mandato elettorale di Mr. Trump – comporterà il rendere ancora più complesse e difficili le relazioni diplomatiche ed economiche, nonchè gli equilibri tra le grandi potenze, per noi il gioco non vale proprio la candela. Ed infine, l’iniziativa, pur apprezzabile,di monsieur Macron di chiamare a raccolta i Capi di Governo di Italia, Germania, UK e Polonia, per mettere sul tavolo qualche soluzione alla narrativa trumpiana, non solo non gli conferiscealcuna aurea di legittimità ma fa anche ombra all’autorevolezza dell’UE.
Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.
Grazie per il vostro supporto!
Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.
Codice Iban: IT55A0306909606100000404908


Condividi








L’idea e’ questa.
L’europeizzazione della NATO, con il progressivo disimpegno degli US e la contestuale assunzione di responsabilita’ politico militare da parte dei membri europei dell’Alleanza Atlantica.
Ci sarebbero da negoziare alcuni aspetti con TUR e CAN, ma la strada del negoziato diplomatico e’ sempre lastricata di aspetti complessi.
Servirebbe una potente ed agguerrita lobby politico/industriale, …fighter mafia… style!!
Estremizzando si potrebbe anche pensare di creare un a struttura di Comando e Controllo a trazione UE, gli assetti militari e le logiche di interoperabilità esistono, possono essere assoggettati ad una EMTO (European Military Treaty Organization) per poi staccare la spina alla NATO come la conosciamo ora. Il fantomatico esercito europeo. Magari è la volta buona!!