Antisemitismo
Sansonetti querela. La suscettibilità degli antifascisti dal fiume al mare
La lunga e divertente tenzone tra il direttore de L’Unità Piero Sansonetti e la giovane Angelica Albi, una brillante studentessa che monitora con scrupolo il senso comune antisionista – cioè l’antisemitismo cool – diffuso sui social e sulla stampa italiana, si è arricchito di un nuovo



La lunga e divertente tenzone tra il direttore de L’Unità Piero Sansonetti e la giovane Angelica Albi, una brillante studentessa che monitora con scrupolo il senso comune antisionista – cioè l’antisemitismo cool – diffuso sui social e sulla stampa italiana, si è arricchito di un nuovo godibilissimo capitolo.
Questa volta Sansonetti ha minacciato di querelare Albi per una finta prima pagina dell’Unità, postata dalla giovane su X per fare il verso a quella ricorrente imputazione di vittimismo, di cui ebrei e israeliani secondo il giornale di Sansonetti sistematicamente abuserebbero per dissimulare e giustificare la vittimizzazione genocidaria della popolazione palestinese.
Neppure la smentita sarcastica di Albi ha placato le ire del direttore de L’Unità, che per “ritirare la denuncia” (ma l’ha già fatta? boh) aspetta “una rettifica chiara e senza battutine”. Non è neppure la prima volta che Sansonetti minaccia Albi di andare per carte bollate. Era già avvenuto alcuni mesi fa quando quest’ultima qualificò come “filoterrorista” un titolo de l’Unità in cui si definiva combattente per la libertà un palestinese arrestato in Italia e inseguito in Israele da accuse di violenza contro i civili. Non sappiamo come quella vicenda sia finita, né se dal punto di vista giudiziario sia mai iniziata, ma certamente la suscettibilità politico-giornalistica di Sansonetti è maggiore di quella che lascerebbe presumere la sua indole dichiaratamente libertaria e garantista.
Di fronte a questo nuovo episodio, cosa concludere?
Forse che Sansonetti non ha senso dell’umorismo, ovvero che ne ha uno inversamente proporzionale all’affronto che pensa di subire quando qualcuno mette in dubbio il suo anti-fascismo a tutto tondo, che, nella logica da 25 aprile permanente, non può mai essere antisemita e mai essere sospettato di concedere troppo al pregiudizio contro gli ebrei. Che l’antifascismo col bollino ANPI renda immuni dagli scivolamenti antisemiti – quelli “dal fiume al mare”, ma con tanti amici ebrei che sono d’accordo – è uno dei complessi di superiorità che a sinistra dovrebbero togliersi dalla testa, iniziando a guardarsi allo specchio con spirito di verità.
Questo vale molto oltre il caso personale di Sansonetti, che è solo uno dei tanti a sinistra a non pensare, come Liliana Segre, che accusare Israele di genocidio sia una bestemmia, ma che l’attitudine genocidaria dello stato ebraico sia implicita nella sua natura colonialista e imperialista e abbia usato il pretesto del 7 ottobre per dare pieno sfogo alla propria violenza.
C’è un antifascismo in Italia, che è proprio l’antifascismo che conta, che trova normale che qualunque ebreo debba rispondere per Israele e Israele per ciascun ebreo e che quello ebraico sia il solo Stato sulla terra a dovere rispondere di quanto fa al netto di quanto gli viene fatto.
Insomma: il pogrom di Hamas è un atto se non pienamente legittimo, almeno ampiamente comprensibile, perché, come dice il compagno Guterres, non “viene dal nulla”.
Invece le vittime civili programmate da Hamas e poste a riparo degli arsenali, dei tunnel, degli ostaggi, dei carcerieri e dei soldati del Jihad che mettono la divisa solo per le telecamere internazionali, mica per sfidare il nemico, così che Israele ammazzi ufficialmente solo civili…ecco, queste vittime sono il genocidio di Israele.
Ma contro chi obietta a questa stranezza partono subito gli strali.
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Ho usato il pezzetto in cui definisce il nerbo dell’antifascismo nostrano verso Israele per farne un mio post ?