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Starmer e la rivoluzione del Servizio Sanitario Nazionale britannico

Keir Starmer presenta la riforma del Servizio Sanitario Nazionale britannico all’Hull Campus

Regno Unito

Starmer e la rivoluzione del Servizio Sanitario Nazionale britannico

In campagna elettorale, Keir Starmer aveva promesso di rivoluzionare il Servizio Sanitario Nazionale (NHS) con la riforma più ambiziosa mai tentata dal 1948, anno della sua fondazione. L’obiettivo era chiaro: ridurre sprechi e burocrazia, restituendo efficienza a un sistema sanitario sovraccarico. Al centro del suo programma

Keir Starmer presenta la riforma del Servizio Sanitario Nazionale britannico all’Hull Campus
Alessandra Libutti17/03/2025Aggiornato 21/05/20253 min lettura656 parole

In campagna elettorale, Keir Starmer aveva promesso di rivoluzionare il Servizio Sanitario Nazionale (NHS) con la riforma più ambiziosa mai tentata dal 1948, anno della sua fondazione. L’obiettivo era chiaro: ridurre sprechi e burocrazia, restituendo efficienza a un sistema sanitario sovraccarico. Al centro del suo programma figurava anche l’eliminazione dei Quangos, enti semi-autonomi spesso accusati di inefficienza e duplicazioni operative. Con un solo provvedimento, Starmer ha dato forma ad entrambe le promesse, lanciando una riforma strutturale del NHS e smantellando NHS England, il più grande dei Quangos britannici, responsabile dal 2013 della gestione della sanità in Inghilterra.

Nato come ente intermedio tra il Ministero della Salute e il servizio sanitario, NHS England è stato progressivamente percepito come uno strato non necessario, un ostacolo, incapace di risolvere le criticità di un sistema alle prese con liste d’attesa sempre più lunghe e costi fuori controllo.

Con un bilancio che sfiora i 200 miliardi di sterline, NHS England gestiva una macchina imponente: 1,5 milioni di dipendenti distribuiti in oltre 220 trust sanitari. Ora, con la riforma voluta dal governo, l’ente verrà smantellato e le sue competenze torneranno sotto il diretto controllo del Department of Health and Social Care (DHSC), guidato dal segretario alla Salute Wes Streeting. “Stiamo abolendo il più grande Quangos al mondo,” ha dichiarato Streeting, sottolineando la portata storica della decisione. Starmer ha definito la scelta una “svolta radicale” per snellire l’apparato sanitario, abbattere la burocrazia intermedia e restituire alla politica la gestione di un servizio essenziale. “Non ha senso mantenere due livelli di burocrazia”, ha spiegato il premier, “quando quelle risorse dovrebbero essere investite direttamente in medici, infermieri e cure per i pazienti.” L’obiettivo è chiaro: ridurre gli sprechi e rimettere al centro le reali esigenze del sistema sanitario nazionale.

NHS England è stato istituito nel 2011, durante il primo governo Cameron, con il nome di NHS Commissioning Board. La sua creazione rientrava nella riorganizzazione voluta dalla coalizione Conservatori-Lib Dem, che nel 2012 spostò la gestione dei servizi sanitari locali da Westminster a un ente autonomo. Nel 2013, sotto la guida del segretario alla Salute Jeremy Hunt, l’organismo assunse la denominazione di NHS England. Nel tempo, però, l’esperimento si è rivelato fallimentare: la sovrapposizione di competenze tra NHS England e il Department of Health and Social Care (DHSC) ha creato un sistema ridondante e farraginoso, con strutture parallele impegnate negli stessi settori chiave, dalla medicina generale alla salute mentale fino alle cure d’emergenza. L’effetto è stato un aumento dei costi, una moltiplicazione della burocrazia e un rallentamento nella capacità decisionale e operativa del sistema sanitario.

L’ex ministro della Salute James Bethell ha ammesso che sarebbe dovuta essere la stessa destra a correggere questa “eredità”, mentre Streeting ha definito la riforma “l’ultimo chiodo nella bara della disastrosa riorganizzazione del 2012”. Il nuovo assetto prevede un ritorno della responsabilità politica al ministero, senza però ricadere nella centralizzazione: ospedali e autorità locali avranno maggiore autonomia decisionale. La scelta è anche frutto della frustrazione di Streeting per l’incapacità dell’NHS, nel modello attuale, di ridurre le liste d’attesa e contenere i costi, mentre la sovrapposizione con NHS England aggravava la burocrazia e rallentava le performance. Il piano, che dovrebbe concludersi entro due anni, punta a far risparmiare allo Stato circa 500 milioni di sterline.

La mia esperienza con l’NHS nel 2022



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