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Tecnologie emergenti e dirompenti: l’innovazione che ridefinisce la difesa

Intelligenza artificiale interagisce con uno schermo digitale: simbolo delle tecnologie emergenti applicate alla difesa e all’innovazione militare.

Difesa & Tecnologia

Tecnologie emergenti e dirompenti: l’innovazione che ridefinisce la difesa

In un mondo ormai segnato da tensioni geopolitiche ed economiche sempre più complesse, l’Europa e l’Alleanza Atlantica sono chiamate a fronteggiare molteplici sfide – talune inedite – che turbano l’ordine internazionale basato sulle regole. Dai gruppi non statali che sfruttano, con creatività, varie tecnologie commerciali a

Intelligenza artificiale interagisce con uno schermo digitale: simbolo delle tecnologie emergenti applicate alla difesa e all’innovazione militare.
Fabio Aversa15/04/2025Aggiornato 15/05/202513 min lettura2.714 parole

In un mondo ormai segnato da tensioni geopolitiche ed economiche sempre più complesse, l’Europa e l’Alleanza Atlantica sono chiamate a fronteggiare molteplici sfide – talune inedite – che turbano l’ordine internazionale basato sulle regole. Dai gruppi non statali che sfruttano, con creatività, varie tecnologie commerciali a basso costo, alle grandi e medie potenze regionali, che investono in strumenti militari all’avanguardia, l’innovazione tecnologica sta letteralmente riscrivendo le regole del risiko mondiale.

Le tecnologie emergenti e dirompenti (EDTs) rappresentano una svolta: appaiono come novità assolute e si trasformano in “game changer”, rompendo gli equilibri esistenti e apportando trasformazioni rapide ed imprevedibili. Se un tempo erano dominio delle avanguardie scientifiche, oggi permeano ogni ambito della vita quotidiana: dagli smartphone alla spesa online, dalle operazioni bancarie alla domotica, fino alla sicurezza nazionale.

Nel settore della sicurezza e difesa, queste tecnologie offrono opportunità concrete per aumentare efficacia, resilienza e sostenibilità delle forze armate. Ma pongono anche degli interrogativi urgenti: possono essere usate contro di noi? E come garantirne un uso etico e responsabile?

La NATO, nel suo Concetto Strategico 2022, evidenzia, tra l’altro, l’urgenza di adottare e integrare queste tecnologie, proteggendo al contempo l’ecosistema dell’innovazione e tutelando i diritti umani. Collaborare con il mondo accademico ed il comparto industriale diventa cruciale per mantenere un vantaggio strategico che possa scoraggiare aggressioni e salvaguardare la pace.

Il concetto di “dual use”, ovvero l’impiego sia civile che militare di una tecnologia, è oggi al centro nevralgico dell’innovazione. Le EDTs possono essere la chiave per rafforzare la sicurezza collettiva e, allo stesso tempo, migliorare la qualità della vita quotidiana.

Le attività di innovazione si concentrano attualmente, di massima, su dieci aree tecnologiche prioritarie:

artificial intelligence (AI)

big data analytics

autonomous systems

space

hypersonic systems

novel materials and manufacturing

quantum technologies

biotechnology and human enhancement technologies

energy and propulsion

next-generation communications networks.

Le andiamo ora a snocciolare singolarmente, senza avere assolutamente la pretesa di essere esaurienti, anzi a rischio di tralasciare anche aspetti importanti, e magari mentre scriviamo l’innovazione avrà fatto un’altra capriola in avanti. Qui si vuole giusto fornire qualche spunto generale, presentando un accostamento in parallelo tra ambito civile e militare, dove può entrare in gioco il “dual use”:

1) INTELLIGENZA ARTIFICIALE (IA)

Molteplici sono i vantaggi potenziali per la società del diffondersi della IA: la possibilità per i cittadini di avere servizi più sicuri, personalizzati, ottimizzati ed economici; per le aziende, il poter mettere sul mercato prodotti tecnologici più competitivi, riducendo al contempo i costi economici del ciclo di vita; in ambito militare poi si potranno avere missioni maggiormente efficaci, soprattutto in scenari operativi complessi e poco conosciuti a priori, con minore rischio per le vite umane. L’IA ha dunque applicazioni ed implicazioni in molteplici ambiti, civili e militari. Verosimilmente troverà uno sviluppo più mirato nei settori ove risulta vitale assumere decisioni in tempi ristrettissimi, nonché in contesti nei quali non sarà possibile avere un controllo diretto degli eventi, in real time, da parte dei decisori politici o militari.

Fatta eccezione per l’analisi dei big data e, in prospettiva, delle “quantum computing technologies,” nessun’altra EDT ha implicazioni più trasversali per le operazioni militari dell’IA, che deriva dalla capacità degli algoritmi di compiere scelte quasi ottimali per conseguire obiettivi specifici. L’applicazione dell’IA nel campo della difesa sta già apportando significativi miglioramenti nell’efficienza operativa e nelle linee di rifornimento militari, contribuendo così a ridurne i costi. L’intelligenza artificiale si sposterà inevitabilmente sulle valutazioni predittive del campo di battaglia, accelerando notevolmente la consapevolezza della situazione in tempo reale in tutti i settori operativi. Ciò si tradurrà in decisioni più rapide e informate per i leader militari.

2) ANALISI DEI BIG DATA

Lo sfruttamento dei big data è fortemente legato all’IA e al machine learning, che richiedono entrambi flussi di dati sempre più ampi per prendere le decisioni più rapide ed accurate. L’analisi dei dati, ovviamente, esiste da quando esistono i computer, ma è cambiato il modo in cui vengono raccolti, analizzati e diffusi. L’esplosione dei social media, quali le piattaforme virtuali per l’interazione sociale tra le persone e la creazione e condivisione di contenuti online, sono un esempio visibile della portata dei big data.

Per le forze armate moderne, ciò conduce inevitabilmente al cosiddetto cloud, ovvero quella porzione di server virtuale dove possono essere ospitati i dati, al di fuori delle reti C4, che sono tradizionalmente blindate. Poiché i militari non dispongono di tutta la potenza di calcolo interna o di manodopera qualificata per gestire le quantità di dati operativi che generano e di cui hanno bisogno, paradigmi informatici come il cloud computing potrebbero essere utilizzati per mitigare efficacemente questo problema. Ma questo solleva questioni fondamentali di fiducia, sicurezza ed accessibilità (senza contare la privacy), la cui soluzione consentirebbe di avere a disposizione una quantità enorme di informazioni ai fini della sicurezza.

3) ROBOTICA E SISTEMI AUTONOMI

I robot sono sistemi, non necessariamente antropomorfi, in grado di assumere comportamenti di tipo attuativo, paragonabili a quelli degli esseri umani. Quelli autonomi poi hanno software e hardware integrati con gli altri sistemi di fabbrica e possono prendere decisioni in base agli input dell’ambiente che li circonda o in base a situazioni specifiche già preprogrammate. I campi di applicazione in ambito civile sono vastissimi ma hanno diverse implicazioni di natura legale.

Il crescente affidamento delle forze armate alla robotica e ai sistemi autonomi è destinato a cambiare in modo fondamentale il modo in cui si affronteranno le guerre. Le piattaforme autonome che supportano i soldati sono già sul campo, trasportano carichi pesanti, assicurano rifornimenti, funzionano come stazioni di ricarica delle batterie e forniscono supporto essenziale per l’evacuazione sanitaria.

La robotica e i sistemi autonomi comportano anche interfacce uomo-macchina, come gli esoscheletri che ora aumentano la forza, la resistenza e la consapevolezza della situazione dei soldati. Inoltre, il ritmo esponenziale della ricerca robotica nella simulazione del comportamento umano arriverà a ridurre o eliminare la necessità di impiegare gli esseri umani in prima linea. Ciò modificherebbe completamente la soglia dell’intervento militare, poiché il costo politico da sostenere per le perdite di soldati non sarebbe più un fattore critico da prendere in esame, e questo non è poco.

4) SPAZIO

Lo spazio, tra le tecnologie innovative, fa ormai la parte del leone (ha già il rango di dominio operativo ed è essenziale per la deterrenza e la difesa). La messa in orbita di migliaia di satelliti di piccole dimensioni, principalmente nelle orbite basse, da parte di attori statuali e di imprenditori privati, renderà presto lo Spazio un ambiente operativo sempre più congestionato, competitivo e conteso, come abbiamo già raccontato in un precedente articolo. Gli sviluppi nell’uso dello spazio e i rapidi progressi della tecnologia spaziale offrono sempre nuove invoglianti opportunità, ma sono anche fonte di nuovi rischi, vulnerabilità e persino minacce. Lo spazio può essere utilizzato per scopi pacifici, ma anche per aggressioni. Inoltre, i satelliti possono essere violati, disturbati o armati e le armi anti-satellite possono compromettere le telecomunicazioni e minare la capacità di condurre operazioni.

Esistono molte capacità che possono migliorare la resilienza dei sistemi e dei servizi spaziali, come infrastrutture autoprotette, lanciatori versatili, servizi di sorveglianza spaziale, operazioni di manutenzione in orbita e servizi cloud sicuri dedicati ai servizi spaziali. Tali capacità sono in grado di migliorare i beni spaziali, di proteggerli meglio, di estenderne la durata o di consentirne la rapida sostituzione, grazie ai servizi e alle operazioni in orbita, ormai una realtà.

La reattività dell’accesso allo spazio è essenziale per soddisfare le crescenti esigenze militari e di difesa. Oltre a consolidare le attuali capacità di lancio, occorre comunque dare maggiore impulso e incoraggiare lo sviluppo di sistemi di lancio nell’UE, compresi i micro-lanciatori e i lanciatori riutilizzabili, un’industria manifatturiera flessibile ed adattabile, oltre ad una robusta cornice legale.

5) SISTEMI IPERSONICI

A detta di molti esperti, una nuova guerra fredda silenziosa si sta già svolgendo nello spazio e nelle zone più alte dell’atmosfera terrestre, mentre Cina, Russia e Stati Uniti gareggiano l’uno contro l’altro per migliorare l’uso dello spazio per compiti militari, progettando e sviluppando, nel contempo, diversi sistemi d’arma ipersonici. Definiti come il superamento della velocità di Mach 5 (cinque volte la velocità del suono), i sistemi di lancio ipersonici hanno implicazioni dirette per la sicurezza e la difesa dell’Europa. Insieme all’intelligenza artificiale, all’informatica quantistica e ai sistemi autonomi, questa tecnologia cambierà le carte in tavola per le guerre del futuro.

La tecnologia aumenterà notevolmente la velocità e l’efficacia dei missili d’attacco lanciati dall’aria, ad esempio, e la manovrabilità dei veicoli di rientro. La protezione dai missili ipersonici deve essere intesa come integrazione di molteplici attività svolte da diversi attori a diversi livelli e in profondità: deterrenza, prevenzione, sicurezza attiva, difesa passiva e mitigazione sono misure che non possono più essere prese separatamente.

6) NUOVI MATERIALI AVANZATI

La combinazione della ricerca su nuovi materiali con altri EDT, come l’intelligenza artificiale, la biologia sintetica o la nano fisica, promette di superare i confini della struttura molecolare e delle sue proprietà in modi che oggi possiamo solo immaginare. I risultati finali saranno materiali più economici, più resistenti, più leggeri, più durevoli e con capacità più elevate, comprese nuove forme e livelli di generazione e conservazione dell’energia per applicazioni civili e militari.

I nuovi materiali e i processi di produzione hanno ampie implicazioni tecnologiche dirompenti per le forze armate. Le nuove tecniche di fabbricazione agili, come la stampa in 3D, stanno trasformando le procedure di acquisizione militare, la gestione degli approvvigionamenti e la pianificazione logistica, ad esempio, mentre nuovi tessuti e attrezzature bio-reattive per i soldati sono già in fase di sperimentazione. Confidiamo che gli effetti di queste produzioni abbiano ampia applicazione pratica nel campo civile, essendo il range di sviluppo molto ampio.

7) TECNOLOGIE QUANTISTICHE

I settori nei quali le tecnologie quantistiche si prevede potranno avere maggior impatto sono quelli delle comunicazioni, del calcolo, della crittografia, della simulazione, della sensoristica e dei sistemi di rilevazione di oggetti.

La fisica quantistica offre una potenza di calcolo virtualmente illimitata e istantanea – una volta padroneggiata. Ma nonostante i grandi investimenti nei computer quantistici, in particolare da parte del settore privato, è ancora presto per sfruttarla appieno. Tuttavia, le sue potenziali applicazioni in campo militare sono molteplici: supercalcolo, distribuzione di chiavi criptate, crittoanalisi e decodifica o utilizzo per la sorveglianza e il rilevamento.

I sensori quantistici sono così sensibili alle più piccole perturbazioni a livello magnetico che saranno utilizzati per localizzare e rilevare oggetti dispiegabili anche sott’acqua, il che significa che i movimenti furtivi di sottomarini e altre imbarcazioni hanno i giorni contati. I sensori quantistici satellitari faranno lo stesso sulla superficie terrestre.

Lo sviluppo delle tecnologie quantistiche rappresenta uno specifico mercato che muove enormi interessi economico-finanziari. Grandi gruppi industriali potrebbero investire capitali ingenti e raggiungere una “autonomia quantistica” che inevitabilmente porterà a ridefinire equilibri geo-politici in settori determinanti per la Sicurezza e la Difesa. A sottolineare l’importanza crescente di questo settore, lunedì 14 aprile è stata celebrata la giornata del quantum tecnologico, un evento che evidenzia il rapido progresso e l’investimento significativo in queste tecnologie rivoluzionarie.

8) BIOTECNOLOGIE E TECNOLOGIE DI POTENZIAMENTO UMANO

Biotecnologie e tecnologie per il potenziamento umano trasformeranno le nostre economie, le nostre società, la nostra sicurezza e la nostra difesa in modi senza precedenti e praticamente imprevedibili. Le biotecnologie utilizzano processi biologici, cellule o composti cellulari per sviluppare nuovi prodotti e tecnologie. Possibile uso di biosensori per migliorare il rilevamento di minacce biologiche e chimiche allo sviluppo di dispositivi tecnologici indossabili per la salute e altri biomateriali che possono aiutare a proteggere e guarire gli esseri viventi.

I notevoli progressi della bioingegneria nel settore dell’agricoltura, dell’allevamento degli animali e della medicina, hanno rinnovato l’interesse militare nel campo delle armi biologiche: la velocità con cui nascono e vengono manipolati nuovi agenti, unita alla facilità di reperirli facilmente sul mercato ed utilizzarli a scopo malevolo da un nemico non identificabile, alimenta indubbiamente preoccupazione a livello mondiale. Le biotecnologie potrebbero anche essere utilizzate in modi che comportano rischi per le nostre forze armate, la società e l’ambiente. Inclusi i rischi di proliferazione di nuovi tipi di armi biologiche create da una ricerca biotecnologica accessibile, guidata dall’IA generativa, o la diffusione imprevedibile di agenti biologici con impatti potenzialmente irreversibili.

Da rimarcare, invece, il rivelamento, l’identificazione e il monitoraggio delle minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari (CBRN), utilizzando biosensori abilitati all’intelligenza artificiale.

9) ENERGIA E PROPULSIONE

Le tecnologie di propulsione del futuro sono caratterizzate dallo sviluppo di motori più grandi e potenti e da una migliore integrazione dei sistemi di propulsione avanzati sugli aerei (e non solo).

Diverse tecnologie emergenti hanno beneficiato e continueranno a beneficiare della propulsione: il controllo attivo del rumore, i sistemi di combustione per una bassa produzione di particelle, la combustione a guadagno di pressione per le turbine a gas e il rilevamento fotonico per gli ambienti difficili e ostili.

Ma le applicazioni rilevanti per l’industria elettronica o energetica richiedono l’accesso e la lavorazione di altri tipi di materie prime meno abbondanti. Sono queste materie prime che alimentano la generazione di circuiti integrati, celle solari o batterie e la cui disponibilità in natura è, per il momento, altamente concentrata in pochi Paesi. Per quanto riguarda i depositi, la posizione della Cina è molto importante (fornisce il 70% del fabbisogno mondiale), mentre nell’Unione Europea non ci sono praticamente riserve conosciute. Quindi la dipendenza dall’estero è assoluta.

L’apparente estrema scarsità di questi materiali non è probabilmente uno scenario plausibile a lungo termine. Appariranno altri giacimenti di materie prime sfruttabili e le riserve aumenteranno, come è successo nel caso del petrolio. Il beneficio sarà per entrambi i campi, civile e militare.

10) RETI DI COMUNICAZIONE DI NUOVA GENERAZIONE

Le reti mobili di quinta generazione offrono velocità di trasmissione dati molto elevate e una latenza (tempo di risposta) molto bassa. Questo si traduce in una comunicazione più veloce per le macchine, che iniziano a lavorare in modo più autonomo e collaborativo. Le mosse di Paesi come Stati Uniti, Germania e altri per impedire che le loro reti 5G si affidino ad aziende, come Huawei, per motivi di sicurezza nazionale riflettono le preoccupazioni per la sicurezza nazionale. Anche in ambito militare l’uso delle reti 5G viene analizzato da diversi punti di vista. Con l’obiettivo di sfruttare la loro velocità di risposta molto più elevata e le maggiori larghezze di banda, ad esempio per permettere la trasmissione e la ricezione di immagini che raffigurano scenari di battaglia. La questione fondamentale sarà se le reti 5G potranno coesistere con terreno montuoso, sotto la pioggia battente (che attenua il segnale) e così via.

Per concludere

Le EDT dual use richiedono un’innovazione attraverso ecosistemi civili e militari aperti, promuovendo cicli di feedback positivi tra tutte le parti interessate. Questi cicli includono i Defence Primes (aziende di grandi dimensioni che detengono contratti per le principali istituzioni della difesa), le grandi e medie imprese, le start-up, le comunità scientifiche, il mondo accademico e gli utenti finali, come le forze armate. I Governi occidentali dovrebbero incentivare in modo proattivo tutti gli attori industriali a investire in innovazioni civili, soprattutto per le esigenze di capacità già citate, come il cloud computing, la gestione dei dati, i sistemi di abilitazione all’autonomia e tutta una serie di nuove soluzioni hardware, software e materiali.

Integrare le EDT nella difesa richiede quindi visione, collaborazione e investimenti. L’ecosistema dell’innovazione va alimentato coinvolgendo attori pubblici e privati, scienziati e militari. Serve una nuova cultura strategica, capace di muoversi con agilità tra sperimentazione e responsabilità.

La guerra in Ucraina ci ha mostrato che l’innovazione è già all’opera, anche grazie a realtà tecnologiche non tradizionali. Ma ci ricorda anche che, per essere efficace, l’innovazione deve essere condivisa, etica e sostenibile. Il futuro della sicurezza passa da qui. E dipende da come sapremo mettere la tecnologia al servizio della pace, della democrazia e del benessere comune.



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Un pensiero su “Tecnologie emergenti e dirompenti: l’innovazione che ridefinisce la difesa

  1. Samuele Marinozzi dice:

    Bellissimo articolo che coniuga la ricerca scientifica alla sicurezza e soprattutto all’etica del suo utilizzo. Considerando che le 10 EDT avranno un notevole impatto anche sul mondo civile, forse sarebbe opportuno organizzare una cornice di legalità, sulla falsariga del diritto marittimo, a tutela dei human rights law. Nonostante il diritto internazionale riconosca l’obbligo degli Stati di proteggere i diritti umani e le libertà fondamentali degli individui, alcune delle EDT da lei presentate potrebbero impattare negativamente mettendo ai margini l’individuo quale essere vivente

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