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Su difesa europea, esercito europeo e riarmo troppe chiacchiere vuote

Linea di produzione industriale con missili o armamenti in fase di assemblaggio, all’interno di uno stabilimento militare ad alta tecnologia.

Conflitto russo-ucraino

Su difesa europea, esercito europeo e riarmo troppe chiacchiere vuote

Nel meraviglioso mondo della tuttologia social e della politica nazionale raffazzonata (entrambe alla ricerca del facile consenso), ci si appropria di parole e di concetti senza conoscerne – neppure lontanamente – il significato: Difesa Europea, Esercito Europeo, Riarmo. L'unica struttura in grado di garantire deterrenza e

Linea di produzione industriale con missili o armamenti in fase di assemblaggio, all’interno di uno stabilimento militare ad alta tecnologia.
Mario N. Greco07/03/2025Aggiornato 23/05/20253 min lettura545 parole

Nel meraviglioso mondo della tuttologia social e della politica nazionale raffazzonata (entrambe alla ricerca del facile consenso), ci si appropria di parole e di concetti senza conoscerne – neppure lontanamente – il significato: Difesa Europea, Esercito Europeo, Riarmo.

L’unica struttura in grado di garantire deterrenza e difesa ai paesi membri è la NATO. Che è una alleanza politico-militare di natura esclusivamente difensiva, basata su un trattato politico: il trattato di Washington.

La NATO non ha forze proprie, ma forze nazionali assegnate per lo svolgimento di esercitazioni, missioni ed operazioni, in base a decisioni politiche assunte in ambito Consiglio Atlantico (NAC).

Per pensare di costruire una struttura credibile ed efficace di deterrenza e difesa dell’Unione Europea, occorre – innanzitutto – la decisione politica dei Paesi membri di volersene dotare. Qui nascerebbe il concetto di “Difesa Europea”. Per la quale poi sarebbe necessaria la definizione di:

  • concetto strategico e missioni da assolvere;
  • una struttura di comando e controllo;
  • un insieme di piani del livello strategico ed operativo;

Ecco l’Esercito Europeo.
Altrimenti con chi, come e contro cosa dovrebbe assolvere il proprio compito la Difesa Europea?

Non è serio ne realistico pensare di poter “costruire” un esercito europeo in poche settimane, mesi o anni. Per la cronaca è esistito sino al 2012 un Comando di livello corpo d’armata, denominato EUROFOR, con sede a Firenze ed alimentato da Francia, Spagna, Portogallo ed Italia che doveva soddisfare le esigenze operative della UE nell’ambito del trattato di Petersberg.

Nella mirabolante visione strategica della Commissione Europea è stato soppresso nel 2012. Come se non si sapesse cosa stesse preparando la Russia per il 2014 …!

Sono incline a pensare che l’esercito europeo possa difficilmente (o mai) vedere la luce, in tempi brevissimi e con una sufficiente credibilità in termini di deterrenza e difesa. Qui la soluzione potrebbe essere la negoziazione con il “socio di maggioranza” in ambito NATO per una “europeizzazione” dell’Alleanza soddisfacendo le “richieste” di incremento degli investimenti in Difesa e modificando opportunamente le condizioni di attivazione dei singoli articoli del Trattato (art. 4, 5, e 6 in particolare).

La questione del riarmo è una questione meramente di politica industriale nell’ambito della competizione strategica globale. I grandi players dell’industria della difesa sono US, europei ed asiatici. In tale quadro la definizione di un maxi fondo di investimento per sostenere le spese della difesa in ambito europeo è chiaramente pensata per sostenere le industrie del Vecchio Continente senza doversi rivolgere agli US o altrove.

Infine, la soluzione della “coalition of the willing” è solo un artifizio politico – usato molto spesso anche in ambito NATO – per individuare un gruppo di Paesi disponibili a risolvere una determinata esigenza contingente: la questione delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina.


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3 pensieri su “Su difesa europea, esercito europeo e riarmo troppe chiacchiere vuote

  1. Samuele Marinozzi dice:

    Sig. Greco grazie della sua disarmante focalizzazione del problema Difesa Europea. Pur sottolineando con chiarezza i reali ostacoli al raggiungimento della grande utopia (la difesa europea), Lei mostra una esile speranza residuale (forse ho male interpretato l’aspetto politico che Lei identifica come la volontà che potrebbe palesarsi) ma francamente non la condivido e le spiego il motivo.

    Da anni il procurement nel settore difesa è stato indirizzato dai paesi UE verso il made in USA (per incapacità industriale e politica; per lobby/pressione americana) al punto che ora ci ritroviamo possessori di strumenti ad alto contenuto tecnologico ma per i quali (SIGH!!!) abbiamo scoperto che non abbiamo il pieno controllo. Esempio non esaustivo: sistemi A/A Patriot; missili SM-3 associati al sistema AEGIS ASHORE; THAAD; HIMARS; MLRS; F-35; missili antiradiazioni HARM (soppressione/distruzione difese aeree nemiche); accesso ai sistemi di guerra elettronica (EW; AWACS; droni MALE/HALE; ect…). Il drogato capo MAGA ha dimostrato con l’Ucraina che può rendere tali sistemi inservibili dato che gli USA detengono le chiavi di controllo del software per far funzionare gli hardware (gli effettori).

    Sono certo che più di un ufficiale pilota che vola il fantasmagorico/invisibile/moltiplicatore di forze/iperconnesso/cloud by design F-35 si è pienamente reso consapevole che senza il software ALIS/ODIN potrebbe ritrovarsi tre le mani un blocco di ferraglia da 13/32 Ton (peso a vuoto e max al decollo) e ha iniziato a sudare freddo!!!

    Ergo siamo nella cacca

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