Conflitto russo-ucraino
Ucraina: il disimpegno annunciato di Trump e l’ipocrita piagnisteo degli europei
Non sappiamo ancora quali saranno le azioni concrete dopo le parole di Trump e di Hegseth che stanno scuotendo l’Europa, ma al netto dei dettagli tecnici la traiettoria è chiara: la porzione di Ucraina conquistata da Putin è persa, nessun soldato USA su territorio Europeo, nessuna


Non sappiamo ancora quali saranno le azioni concrete dopo le parole di Trump e di Hegseth che stanno scuotendo l’Europa, ma al netto dei dettagli tecnici la traiettoria è chiara: la porzione di Ucraina conquistata da Putin è persa, nessun soldato USA su territorio Europeo, nessuna estensione dell’articolo 5° della NATO all’Ucraina. Gli USA temono un unico grande nemico, la Cina, e ammorbidire cinicamente i rapporti con la Russia per giocarla contro il nemico n.1 è una strategia in linea con l’approccio americano dell’ultimo decennio.
Le dichiarazioni di Hegseth dopo l’incontro con Rutte non segnano la fine dell’Alleanza Atlantica, “Il mondo è un posto più sicuro e libero se la NATO è forte” ha dichiarato, e ha informato che sono in via di semplificazione le procedure per l’approvvigionamento di armamenti agli alleati. Hegseth ha aggiunto che “’Europa deve fare un passo avanti nella leadership della NATO” e questo è possibile solo con un aumento delle spese militari degli stati membri ad oltre il 2%.
La sostanza è che, però, gli USA vogliono mettere fine del loro impegno in Ucraina, con un accordo dove “ognuno dovrà rinunciare a qualcosa”, e ciò significa che la Russia raggiungerà il suo obiettivo di vedersi concedere gran parte dei territori conquistati. L’amarezza sta nel fatto che, oltre la geopolitica sul terreno, esiste la “geopolitica dei sentimenti”, come la chiama Bernard-Henri Lévy, il “tradimento” degli USA nei confronti dell’Ucraina, e dell’Europa, è uno schiaffo che segnerà l’approccio della politica estera europea nei prossimi decenni.
Poteva andare diversamente. Molto diversamente.
Certo, è facile fare gli strateghi da scrivania con le pantofole e la tazza di caffè, ma di alternative ce n’erano eccome. Il passato non si dimentica, ed ora torna a prendere a schiaffi la coscienza dell’Europa (nel caso ne abbia una). Quando il 24 febbraio 2022 Putin sfondò il confine, Biden dichiarò che l’America non sarebbe intervenuta. Zelensky chiese la no-fly zone sull’Ucraina da parte dell’Europa. Ora sappiamo che si sarebbe potuta fare. Una coalizione dei più potenti stati europei che avesse dispiegato la propria aviazione sull’Ucraina, anche parzialmente, anche debolmente, anche non includendo le regioni più orientali, sarebbe stata una dimostrazione di forza, di coraggio, di fierezza dell’Europa che anche gli USA, e anche Putin, avrebbero riconosciuto.
Ci sarebbe stato un uragano mediatico, minaccia di bombe atomiche, minaccia di una nuova guerra mondiale, cose che si sono verificate comunque. Come accade nella vita, il coraggio ripaga sempre, ed anche se all’atto di coraggio segue una sconfitta, quell’atto rimane come un impulso vitale che illumina il futuro. La figura stessa di Zelensky lo dimostra.
Invece tutta l’Europa scelse la strada della prudenza, ancora una volta. E qui, signore e signori, non prendiamocela con i politici. L’intera opinione pubblica, specialmente italiana, inorridiva di fronte all’idea di mandare un fucile in Ucraina (i sondaggi sono stati sempre impietosi). Vi ricordate i discorsi di Conte sulle “Armi difensive”? vi ricordate gli strali del Fatto Quotidiano per la decisione di Draghi di estromettere la Russia dal sistema SWIFT? Ve li ricordate gli intellettuali ed i giornalisti che dicevano “Gli italiani sono stanchi della guerra”, la “resistenza non violenta”, “i vantaggi della resa”? E ve li ricordate i talk show? Il primo in termini di ascolti, ovvero “Di Martedì” condotto da Giovanni Floris, dove hanno sproloquiato per mesi Santoro, Di Battista, Fulvio Grimaldi, e che dire di Giletti, che aveva direttamente Solov’ev come ospite fisso, e giornaliste che in studio gli davano ragione.
Ancora, ve li ricordate i telegiornali e gli editoriali del Corriere della Sera che elucubravano ipotesi sull’efficacia della visita del Cardinale Zuppi a Mosca? O le supercazzole della Schlein e di Paolo Ciani ogni volta che c’era da votare un pacchetto di aiuti militari? A Salvini con la maglietta di Putin, nel suo squallore, gli si poteva almeno riconoscere di essere sincero.
E se il mondo dell’informazione ha dato negli ultimi tre anni il peggio di sé, il mondo reale ha fatto peggio. Le triangolazioni per commerciare con la Russia ed aggirare le sanzioni a cui nessuno, Italia in primis, ha avuto il coraggio di mettere un freno, la follia ideologica del centro-sinistra tedesco che ha risposto alla crisi del gas spegnendo le proprie centrali nucleari e facendo schizzare il prezzo dell’energia ai massimi storici, unito all’autoinflitto disastro del settore automobilistico (l’AFD ringrazia, e non vede l’ora di riagganciarsi agli approvvigionamenti di gas russo).
Abbiamo sottovalutato un conflitto in un paese a meno di 1000 chilometri dai nostri confini nazionali, abbiamo tentennato dinanzi la prima invasione militare sul suolo europeo dalla Seconda guerra mondiale, predicando la che la nostra forza era “l’esempio dei nostri princìpi”. Cosa ci aspettiamo dagli americani? Che mandino i loro figli ad immolarsi come nello sbarco in Normandia? La guerra in Ucraina ha una minima presa sull’opinione pubblica USA, tantopiù per il fatto che lambisce un gruppo di stati il cui tenore di vita è impensabile per la grande maggioranza della popolazione americana. Se Trump dice “gli europei si paghino la loro sicurezza e se vogliono liberare l’Ucraina vadano loro a combattere e morire” è tanto crudele quanto aderente al sentimento della popolazione statunitense.
Le grandi istituzioni, i grandi princìpi, il diritto internazionale non valgono nulla se non si ha la forza per difenderli, ed il coraggio di pagare il loro costo. L’Europa questa forza non l’ha avuta, gli europei men che meno. Trump non è un alieno venuto dal nulla, ma un temporale che ci risveglia violentemente dai nostri sogni. Se gli USA non vogliono l’Ucraina nella NATO, che gli europei la proteggano con un trattato ad hoc. Se gli USA non vogliono truppe NATO (cioè, americane) in Ucraina, che gli Europei mettano le proprie sotto un altro nome. Se l’armistizio finale non soddisferà né l’Europa né l’Ucraina, che l’Europa lo rifiuti, e continui a sostenere militarmente l’Ucraina.
Altrimenti, il piagnisteo di questi giorni sarà stata l’ennesima recita ipocrita, e non ci resterà altro che continuare a piangere sulla nostra sorte, sperando che le nostre preghiere riportino in vita un mondo che non c’è più.
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Nella realtà L’America di trump attacca l’Europa non solo per i costi della difesa ( aggiungo che le guerre americane in irak e afghanistan sono state sostenute anche dagli europei, persino l’italietta è intervenuta). Nel mirino di vance, musk e gli altri pistoleri c’è la democrazia liberale, il suo sistema di pesi e contrappesi , la libera stampa, la libera giurisdizione. Questa America è fascio/ imperialista. È un caso il sostegno ad orban e a tutte le destre radicali, quello al candidato di putin in.romania? Il tema mi sembra ben più serio di un punto percentuale di PIL
A proposito di “geopolitica dei sentimenti”, quale valore vogliamo dare al fatto che gli abitanti del Donbass sono russi, di madrelingua russa, di cultura russa e con una storia russa, e che dal 2014 stanno venendo oppressi e massacrati dall’Ucraina?
E a proposito di “prima invasione militare sul suolo europeo dalla Seconda guerra mondiale” vogliamo parlare dell’ambasciata cinese a Belgrado bombardata dalla NATO (oltre a tutto il resto di quella sciagurata guerra)?
Gli Stati Uniti con l’Europa hanno chiuso. Non si tratta di antiamericanismo, anzi di amicizia tradita. Non è colpa di Trump ma degli aventi diritto al voto negli USA che lo hanno eletto. Hanno eletto un presidente corrotto, puttaniere, cospiratore. Un presidente che si è portato a casa documenti classificati come de fosse carta da riciclo e ora dagli europei dovranno aspettarsi quel che si meritano: indifferenza, disinteresse verso la tecnologia made in US, gli stati Uniti diventeranno l’ancella di Putin solo per mantenere il mercato cinese. La distruzione del mondo è sotto i nostri occhi. Si, certo, l’Europa non la NATO avrebbe dovuto mostrare più muscoli, concordo con l’ombrello aereo. Purtroppo questo avrebbe probabilmente dato il via ad una crepa nell’unione europea che l’avrebbe portata allo sfascio. Ha ragione Putin dal punto di vista strategico loro sono forti di convinzioni ataviche sulla grande Russia, sul ritorno all’impero, tutte idee estremiste di grandiosità e unità che in Europa non hanno alcuna presa. Noi al massimo crediamo in una Europa dei mille feudi, ciascuno con il proprio feudatario, le proprie leggi in un quadro di totale disunità. Forse l’Europa unita è stato un sogno troppo bello per essere vero.
L’inferno è lastricato di SE e di Ma.
La realtà è che non possiamo sottrarci all’onda lunga della stupidità umana.