Israele
Israele e Gaza: i dubbi e le perplessità sulle parole del presidente Mattarella
Registro il video in fondo a quest'articolo alle 20 circa del 30 luglio. Non posso dire che non so che cosa troverò domani (ieri per chi legge n.d.r.) sui giornali a proposito del discorso fatto oggi dal presidente della Repubblica in relazione alla guerra di Gaza.



Registro il video in fondo a quest’articolo alle 20 circa del 30 luglio. Non posso dire che non so che cosa troverò domani (ieri per chi legge n.d.r.) sui giornali a proposito del discorso fatto oggi dal presidente della Repubblica in relazione alla guerra di Gaza.
So perfettamente che cosa troverò sui giornali. Non solo nulla di nemmeno pallidamente critico, ma un profluvio di citazioni e riferimenti al capo dello Stato che denuncia le atrocità di Gaza e le responsabilità di chi le commette, cioè Israele.
Leggiamo ciò che ha detto il presidente della Repubblica:
“L’incredibile bombardamento della Parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza è stato definito un errore. Si è parlato di errori anche nell’avere sparato su ambulanze e ucciso medici e infermieri che recavano soccorso a feriti, nell’aver preso a bersaglio e ucciso bambini assetati in fila per avere acqua, per l’uccisione di tante persone affamate in fila per ottenere cibo, per la distruzione di ospedali uccidendo anche bambini ricoverati per denutrizione”.
“È difficile” – prosegue il presidente della Repubblica – è difficile “in una catena simile, vedere una involontaria ripetizione di errori e non ravvisarvi l’ostinazione a uccidere indiscriminatamente”.
Con tutto il rispetto per la presidenza della Repubblica: non c’è stato un “bombardamento” di quella chiesa. C’è stato un danneggiamento, con morti e feriti, di una chiesa in una zona di guerra, un danneggiamento con morti e feriti dovuto a un colpo che accidentalmente ha appunto colpito quella chiesa.
Accidentalmente vuol dire non colpevolmente? No. Accidentalmente vuol dire che non possano esserci responsabilità, persino criminali, per quel colpo? Assolutamente no. Possono esserci. Ma non si tratta del “bombardamento” di una chiesa, perché quel termine evoca una intenzionalità che non c’è.
E con tutto il rispetto per la presidenza della Repubblica: non c’è nessuna prova, neppure un indizio, del fatto che l’esercito israeliano abbia “preso a bersaglio e ucciso bambini assetati in fila per avere acqua”, ma questa è l’accusa che rivolge il presidente della Repubblica: che Israele prende “a bersaglio i bambini assetati in fila per avere acqua”.
Il presidente della Repubblica che denuncia l’ostinazione di Israele di “uccidere indiscriminatamente” partecipa in questo modo alla campagna mistificatoria che senza prove, senza riscontri e in base a un’incolpazione sostanzialmente denigratoria imputa a Israele non solo la commissione di crimini, ma la deliberazione di commetterli e la pratica inesausta di commetterli.
È una responsabilità grave.
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Quell’uomo sembra specializzato nel tacere quando dovrebbe parlare e parlare quando dovrebbe tacere.
Quando la narrazione diabolizzante diventa narrazione ufficiale, quando le cancellerie e i governi mettono all’indice e predono decisioni unilaterali, quando tutto è lecito dire, fare e pensare nei confronti di Israele, siamo a Tishà BeAv.