Regno Unito
La calda estate di Keir Starmer
L’estate è un periodo politicamente caldo nel Regno Unito: cadono governi, esplodono scandali e si infiammano le piazze. Nel luglio del 2022 finiva l’era Johnson e iniziava la guerra interna per la sua successione. Nel 2023, il governo Sunak veniva travolto dalle proteste contro il Public



L’estate è un periodo politicamente caldo nel Regno Unito: cadono governi, esplodono scandali e si infiammano le piazze. Nel luglio del 2022 finiva l’era Johnson e iniziava la guerra interna per la sua successione. Nel 2023, il governo Sunak veniva travolto dalle proteste contro il Public Order Act. Nel luglio del 2024 si tenevano elezioni anticipate e Keir Starmer iniziava il mandato tra le violenze contro i centri di accoglienza. Quest’anno, con le dimissioni della vice premier Angela Reyner, si è arrivati perfino a far tremare un governo eletto solo da un anno.
Non è un caso: tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, ci sono le conferenze dei partiti. È lì che esplodono le faide e si consumano tradimenti. E la matrice del caos è sempre la stessa: la corrente della destra radicale che ha prima infiltrato i Tories, e quando non è riuscita a trasformarli in un partito di estrema destra, ha puntato ad annientarli, spalancando la strada a Nigel Farage e al suo partito Reform Uk.
In fondo, la vittoria dei laburisti è stata un prezzo calcolato. L’obiettivo restano le elezioni del 2029, e nel frattempo ha preso avvio la seconda parte dell’operazione: colpire il Labour con la stessa strategia usata per disintegrare i conservatori: propaganda, scandali mirati, logoramento sistematico.
E in questo, va detto con onestà: i laburisti stanno prestando il fianco in maniera mirabile. Non c’è stato bisogno di scavare troppo. Dallo scandalo dei “regali” non dichiarati che aveva già imbarazzato il partito un anno fa, fino alla più recente e spinosa vicenda che ha coinvolto la vicepremier Angela Rayner, accusata di irregolarità immobiliari, il governo laburista ha dimostrato una sorprendente capacità di sabotarsi da solo. Ogni settimana un nuovo caso, ogni caso un nuovo colpo alla credibilità.
E come se non bastasse l’assedio esterno è arrivato anche il logoramento interno. Il bilancio economico di Rachel Reeves, Segretaria dello Scacchiere, smantellato dall’ala sinistra del partito. Gli scontri delle strade, sempre dell’estrema sinistra, in difesa dell’organizzazione Palestine Action, con centinaia di arresti. Il risultato è un messaggio contraddittorio, debole e un’economia che non riprende. Insomma, quello che l’estrema destra non è riuscita a demolire da fuori, i laburisti lo fanno da soli, governando tra esitazioni, in un’eterna modalità di sopravvivenza.
Detto questo, non occorre troppa dietrologia per leggere gli eventi, basta metterli in fila: settimane di assedi agli hotel dove sono alloggiati gli immigrati, orde di bot online a spingere il messaggio già visto nella Brexit “dell’orda d’immigranti che invade il Paese”, una campagna nazionalista che incoraggia i britannici ad appendere le bandiere ai balconi, sembra uno scenario da film distopico. E poi, dulcis in fundo, uno scandalo lanciato ad hoc dal Telegraph – il giornale megafono di Farage – contro Reyner, che colpisce al cuore del governo di Starmer, il tutto a ridosso di due eventi: la visita di Farage a Donald Trump, dove si fa paladino del “Free speech”, presentando il Regno Unito come un regime totalitario, e un ritorno trionfale in patria, sondaggi in poppa, per entrare nel congresso di Reform Uk a Birmingham con lo scettro del vincitore. Una teatralità quasi banale, se vogliamo, ma efficace.
E certo, si trattava anche di colpire preventivamente il congresso laburista, previsto per la fine di settembre: seminare tensioni, obbligare il partito a parlare di scandali invece che di programma. Ma in questo, almeno Starmer ha risposto con tempismo: il rimpasto immediato e convincente ha mostrato che, nonostante le crepe, riesce ancora tenere insieme il partito.
Clicca qui per l’intervento di Alessandra Libutti su Radio Radicale
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Peccato che i conservatori moderati del Labour non abbiano compattezza né la visione di quanto si prospetta nel prossimo futuro in uk ed europa. E’ veramente deprimente la miopia politica e la incapacità di programmare per il futuro, mentre affronti le problematiche attuali con rigore e senza inutili buonismi. Ma come tu scrivi, stanno preparando la vittoria del populista di turno.
Io spero sempre che Starmer riesca a ricompattare il partito ma la vedo dura nel contesto.
L’Uk è stata svenduta a oligarchi russi e Qatarioti da Cameron e Johnson. Posseggono giornali, media, aziende, sovvenzionano movimenti, dipartimenti universitari, ecc. il tutto mentre le università britanniche dipendono economicamente dagli studenti cinesi. Il paese è divorato dall’interno mentre potenze ostili se lo contendono.