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Macron e la questione del riconoscimento dello Stato palestinese

Francia

Macron e la questione del riconoscimento dello Stato palestinese

Luca Lovisolo è ricercatore indipendente di diritto e relazioni internazionali e traduttore. Ha scritto il volume Gli imperi non vogliono morire. Il presidente Emmanuel Macron ha annunciato che la Francia riconoscerà la Palestina come Stato. Si riferisce allo Stato arabo di Palestina: uno Stato palestinese esiste già, Israele.

Luca Lovisolo28/07/2025Aggiornato 28/07/20254 min lettura747 parole
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Luca Lovisolo è ricercatore indipendente di diritto e relazioni internazionali e traduttore. Ha scritto il volume Gli imperi non vogliono morire.


Il presidente Emmanuel Macron ha annunciato che la Francia riconoscerà la Palestina come Stato. Si riferisce allo Stato arabo di Palestina: uno Stato palestinese esiste già, Israele. Usare il termine «palestinese» per indicare solo gli arabi, facendo passare tutti gli altri come intrusi, è uno dei maggiori successi mediatici degli arabo-palestinesi. Ebrei, drusi e altre comunità esistono in Palestina con eguale legittimità storica, culturale e giuridica.

Quando si parla di riconoscimento di uno Stato arabo-palestinese, pare che si conceda agli arabi un diritto negato. In realtà, nel 1948 gli arabi ebbero piena facoltà di costituire il loro Stato. Il 14 maggio gli ebrei fondarono il proprio Stato (Israele) nei confini assegnati dall’ONU; gli arabi avrebbero dovuto fare altrettanto, ma rifiutarono. Costituire il loro Stato, infatti, avrebbe significato accettare per fatto concludente l’esistenza di Israele e la spartizione della regione; gli arabi ritenevano, invece, che il loro Stato dovesse includere tutta la Palestina.

La notte stessa del 14 maggio, un congiunto di Stati e raggruppamenti arabi aggredì Israele, con l’intento dichiarato di distruggerlo. Cominciò così la guerra del ’48/49, spesso sminuita o taciuta dalle narrazioni correnti: citarla, infatti, obbliga ad ammettere la scomoda verità che il conflitto arabo-israeliano fu iniziato dagli arabi, non dagli ebrei. Anche negli anni successivi gli arabi hanno mancato possibili accordi, preferendo la lotta armata, dietro le strette di mano.

Nel frattempo, molti Stati arabi hanno riconosciuto il madornale errore del 1948 e hanno accettato l’esistenza di Israele, firmando accordi di cooperazione. Hamas è l’ultimo fortino nel quale si arroccano coloro che vogliono cancellare Israele dalla Palestina.

Cosa intende Macron, cosa capisce Hamas

Quando Macron afferma di voler «riconoscere la Palestina,» intende uno Stato arabo che accetti la presenza di Israele; Hamas, però, capisce che Macron riconosce il diritto degli arabo-palestinesi a governare l’intera Palestina, tanto che non ha tardato a congratularsi con il presidente francese, con un comunicato che non lascia dubbi sulla posizione del gruppo terrorista, felice di poter guardare a un futuro in cui controllerà tutti i «territori occupati.»

Quando noi parliamo di «territori occupati» ci riferiamo ai territori invasi da Israele dopo il 1948, inclusa l’attuale guerra a Gaza; Hamas, invece, si riferisce all’intera Palestina. L’equivoco si gioca su questo sfasamento semantico, ben sfruttato da Hamas e dai suoi sostenitori in Occidente. Bisogna sempre ricordare che l’obiettivo dichiarato di Hamas è una Palestina tutta araba e islamica, «dal fiume al mare,» cacciando Israele.

La dichiarazione di Macron e la sua collocazione

Nel merito, la dichiarazione di Macron, letta nella sua interezza, è formulata in modo tale che si fatica a prenderla sul serio: allinea un seguito di condizioni e desiderata non realizzabili in concreto. Nel metodo, Macron ha parlato poco dopo che gli Stati uniti avevano annunciato di abbandonare i negoziati con Hamas, dimostratosi disinteressato a un accordo. Sentita la dichiarazione di Macron, non si vede quale motivo abbia ora Hamas di accedere a nuove trattative e concessioni sugli ostaggi o sul cessate il fuoco: ha ottenuto un successo politico formidabile e continuerà come sempre.

Sul piano sostanziale, il riconoscimento della Francia (o di chiunque altro) non muterà nulla, i Paesi che riconoscono i territori arabo-palestinesi come Stato sono già molti. Un tale riconoscimento, alle condizioni odierne, si presterebbe pure a essere contestato per carenza di requisiti oggettivi, vista la condizione politico-istituzionale in cui versano i territori stessi. Le conseguenze politiche e mediatiche della scelta di Macron, però, sono concrete e infauste.

L’atto del presidente francese sembra soddisfare, piuttosto, animosità nate dalla comunità araba in Francia, sempre meno governabile. La risposta alla decisione di Macron va forse cercata nella cronaca quotidiana, sempre più difficile, di talune aree sulle quali lo Stato francese fatica sempre più a conservare la propria sovranità sostanziale.


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9 pensieri su “Macron e la questione del riconoscimento dello Stato palestinese

  1. rolm dice:

    Forse pensano che riconoscendo loro uno Stato, i palestinesi emarginerebbero gli estremisti e si convincerebbero di vivere in pace con il vicino Israele.
    Ma la questione del potere tra i palestinesi non è così banale e scontata.
    Bisogna guardare alla realtà e capire che c’è una dittatura che opprime e obbliga la popolazione al martirio, riuscendo a convincerla che la soluzione ai loro problemi è la distruzione di Israele. Non so come pensano di credere a una cosa del genere, eppure funziona ancora oggi. Vedremo come si evolverà la situazione.

    Nel frattempo La ringrazio per questo scambio di risposte e per il tempo che ha dedicato.
    Ai prossimi articoli eventualmente.

  2. rolm dice:

    A parte Hamas, l’Autorità Palestinese come si pone nei confronti di Israele e viceversa?
    C’è un riconoscimento reciproco?
    Inoltre, l’Autorità Palestinese sarebbe in grado di governare l’area di Gaza (ci sono difficoltà già in quella della Cisgiordania) e di isolare le milizie estremiste compresa Hamas? Come viene vista dalla popolazione palestinese? Ha legittimità e riconoscimento?

    • Luca Lovisolo dice:

      La questione del riconoscimento di Israele da parte dell’Autorità palestinese si può sintetizzare, nella brevità possibile qui, in questa formula: l’Autorità palestinese prende atto dell’esistenza dello Stato di Israele. Ciò è ben diverso dal riconoscere il diritto di Israele di esistere come legittima organizzazione del popolo ebraico. Sulla questione del territorio: si sentono voci affermare che il riconoscimento dello Stato arabo di Palestina sarebbe limitato alla Cisgiordania, governata dall’Autorità palestinese. Il territorio dello Stato arabo-palestinese, però, include Cisgiordania e Gaza. Ciò significa che il riconoscendo Stato arabo-palestinese non solo ha confini incerti (altra materia che la lettera di Macron lascia nell’indeterminatezza) e in Cisgiordania è diviso in tre settori, ma è amministrato da due governi contrapposti: l’uno (ANP) di fatto incapace di agire, l’altro (Hamas) è un gruppo terrorista al quale non si può nemmeno disconoscere la legittimità della salita al potere, perché votato a maggioranza relativa dagli elettori nelle elezioni parlamentari del 2006; oggi la si potrebbe contestare poiché la legislatura è ampiamente scaduta senza nuove elezioni, ma nulla si muove. Da ciò nasce la carenza di requisiti oggettivi che, come scrivo nel testo, dovrebbe sconsigliare ogni riconoscimento di uno Stato arabo-palestinese oggi. Sull’umore della popolazione verso Hamas: il suo potere sostanziale sul territorio si sta indebolendo, ma la presa morale (se così si può chiamare) sulla popolazione è ancora forte, non solo nei territori, ma anche presso l’opinione pubblica e i decisori politici occidentali, come attesta, indirettamente, anche la decisione di Macron.

      • rolm dice:

        A questo punto per avere una possibile creazione di uno Stato palestinese legittimato anche da Israele, è necessario che l’ostilità e il terrore di Hamas e di altri attori cessino definitivamente e si pongano le condizioni per futuri trattati di pace e di collaborazione commerciale che non debbano essere violati.
        Oppure l’eradicazione totale di Hamas e dei vari gruppi estremisti nell’area, ma sembrerebbe essere un’impresa molto difficile. Forse nel lungo termine partendo da veri trattati come scritto sopra.
        Non penso ci sia un’altra via di convivenza pacifica per entrambe le parti.

      • Luca Lovisolo dice:

        E’ esattamente così, e non da ieri. Anche per questo, la decisione della Francia, come di qualunque altro Paese, di riconoscere uno Stato arabo-palestinese oggi si converte in una tacita approvazione delle condotte di Hamas. Il presupposto dovrebbe essere: o cessano le violenze contro Israele (e il terrorismo internazionale da lì derivante) o non si riconosce uno Stato arabo-palestinese, tertium non datur. Il fatto che circa 3/4 degli Stati del mondo abbiano già riconosciuto i territori arabo-palestinesi come Stato ignorando questo aut aut e nulla sia cambiato – anzi, Hamas ha visto il suo consenso locale e globale solo rafforzarsi, con conseguente inasprirsi delle violenze sino al culmine del 7 ottobre – è la miglior prova che la confusione su questi principi di metodo, oltre che sul merito della questione, genera solo malanni.

  3. Maria Nadia dice:

    Macron deve tener buoni i suoi islamici, che sono tanti, e possibilmente intercettare il loro voto. Deludente sotto molti aspetti.

  4. Andre dice:

    Grazie per l’articolo, molto lucido e chiaro
    C’è peraltro un punto che non ho visto evidenziato da nessuno e che personalmente trovo invece rilevante.
    Ho letto la lettera che Macron ha inviato alla ANP
    Oltre ad annunciare che a settembre riconoscerà lo Stato palestinese, Macron indica anche le condizioni necessarie.
    Tra queste, “il disarmo di Hamas”.
    Neanche Macron può eludere il fatto che l’obiettivo della soluzione politica, qualsiasi possa essere, non sarà realizzabile con Hamas ancora parte attiva dei giochi
    Può essermi sfuggita, ma quando poi cerchi di capire come e quando Macron pensa si debba disarmare Hamas non trovi un indicazione concreta e fattiva che sia una.
    E se non si dà questa risposta a Israele tutto il resto, riconoscimento dello Stato palestinese incluso, è fuffa ipocrita.

    • Luca Lovisolo dice:

      E’ proprio così. Quando, nell’articolo, parlo di «condizioni e desiderata non realizzabili in concreto,» mi riferisco proprio, tra le altre, alla condizione del disarmo di Hamas. Non si vede come Macron pensi di realizzarla e quando. C’è un altro aspetto utile da osservare, visto che Lei me ne dà il destro: nella lettera, Macron non costituisce un nesso tra l’avveramento delle condizioni e il riconoscimento dello Stato arabo-palestinese (se sarà disarmato Hamas, sese… etc., allora la Francia riconoscerà la Palestina). La formulazione resta incerta: ciò suscita il brutto presentimento che il riconoscimento avverrà comunque, lasciando l’avveramento delle condizioni a un termine indeterminato, restando così queste nient’altro che meri auspici.

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